LUNAR PATH – Memento Mori

LUNAR PATH – Memento Mori

 
Gruppo: Lunar Path
Titolo:  Memento Mori
Anno: 2012
Provenienza:  Finlandia
Etichetta: Inverse Records
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TRACKLIST

  1. The Beginning And The End
  2. Promise Me
  3. We'll Be There
  4. The One Behind The Mirror
  5. Thin White Lines
  6. In The End
  7. Deadweight
  8. Farewell To Arms
  9. The Only Way Out Is Through
  10. Walls Are Whispering
  11. Close The Door
  12. Nothing To Regret
  13. Drag Me Down To Hell
  14. Who Are You Talking To?
  15. River Runs Deep
DURATA: 01:06:14
 

I Lunar Path sono una formazione finnica di stampo gothic nella quale è riscontrabile una forma poliedrica, infatti abbiamo a che fare con un metal sfaccettato che prende in parte da lidi sinfonici, abbozza accenni industriali e si confronta con la sezione più orecchiabile e canticchiabile del genere.

I musicisti in questione sono in giro dal 2006 e dopo un paio di tentativi da indipendenti — le pubblicazioni del demo omonimo nel 2007, dei due singoli "Calling" e "Promise Me And Thin White Lines" rispettivamente rilasciati nel 2008 e nel 2011, dell'ep "Broken Word" uscito nel 2008 e del dvd "The One Behind The Mirror" invece del 2011 — si sono accasati sotto la label connazionale Inverse Records con la cui collaborazione hanno dato alle stampe il debutto "Memento Mori".

In line up troviamo il chitarrista Jonas Eriksson che i più attenti ricorderanno nei Rotten (che fine hanno fatto?) e la cantante Janica Lönn che personalmente ho apprezzato nelle incursioni presenti in "Routa" dei Black Sun Aeon, adesso però basta gingillarmi con dati e controdati, iniziamo a scrivere del disco. L'album si presenta con quindici pezzi e si prolunga per oltre un'ora di durata, questa è forse la pecca più grande insita nel lavoro, perché ascoltando di passo in passo la scaletta noterete quanto e come sia stato certosino l'operato dei finlandesi.

Nel disco sono contenuti brani dal gusto radiofonico quali "We'll Be There" e "In The End" — delle vere e proprie hit adatte probabilmente pure alla trasmissione sui canali di Mtv senza però per questo risultare stucchevoli, le doti in loro possesso per ciò che concerne il songwriting e l'esecuzione sono decisamente superiori a ciò che quella piattaforma oramai spregevole ci offre quotidianamente — e canzoni che fanno sì che le chitarre e l'ampio spazio concesso ai synth convivano rafforzandone l'atmosfera come avviene in "Behind The Mirror". Del resto c'è da dire che i due chitarristi, Eriksson e Tuukka Nurmi-Aro, si disimpegnano in maniera alquanto interessante non solo in chiave ritmica, anche la solistica da prova d'essere in buon stato di forma in "Deadweight", "Nothing To Regret" e "River Runs Deep".

Qualche partitura dal retrogusto industrial e nu-metal si palesa in "Thin White Lines", una costante ricerca della melodia vincente, l'azzardo di una estremizzazione del suono in "Drag Me Down To Hell" e il discreto posizionamento degli episodi strumentali ("The Beginning And The End" in qualità di intro e "Who Are Talking To" in ambito pre-finale) sono l'ennesima conferma che i Lunar Path hanno messo in atto delle scelte oculate, tentando in tutti i modi di evitare di riproporre fedelmente le schematiche che da troppo tempo infognano il gothic odierno, soluzioni che di frequente hanno letteralmente violentato la riuscita di più album, penso sappiate a cosa io possa riferirmi.

Un po' di staticità nell'impostazione delle linee vocali di Janica non incide negativamente sulla resa complessiva dei pezzi e il concept sviluppato è interessante, il cambiamento, o metamorfosi in corso, è ben rappresentato oltre che liricamente anche in maniera figurata all'interno del booklet, inoltre il packaging, un elegante digipak apribile, è azzeccato anche per ciò che riguarda la visione cromatica, è veramente ben fatto, aprendolo e sollevando il cd dal suo letto troverete… dai lascio scoprirlo a voi.

È altrettanto apprezzabile l'apporto fornito sia dai vari ospiti dietro il microfono come Juha-Pekka Leppäluoto (Charon, Harmaja e Northern Kings) in "In The End", Tuomas Saukkonen (Before The Dawn, Black Sun Aeon e Dawn Of Solace) in "Drag Me Down To Hell" e Attila Csihar (Tormentor, Mayhem, Plasma Pool, Aborym e chi più ne ha ne metta), che in fase d'assolo con Antti Leskinen (Fatal Sound Project) presente in "Drag Me Down To Hell".

Lo so, avete ragione, mi sono dilungato, però i Lunar Path a mio modo di vedere se lo meritano: la compagnia di "Memento Mori", per quanto possa risultare leggera a coloro abituati a fruire di ben altra tipologia di prove, è gradevole, non è di certo a loro che lo consiglio come primo approccio, però non escludo che anche qualcuno fra i tanti sostenitori dell'estremo possa ritrovarvi un paio di note d'interesse, in fin dei conti si sa che provare non costa proprio nulla.

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