LYCHGATE – The Contagion In Nine Steps

 
Gruppo: Lychgate
Titolo: The Contagion In Nine Steps
Anno: 2018
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Blood Music
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TRACKLIST

  1. Republic
  2. Unity Of Opposites
  3. Atavistic Hypnosis
  4. Hither Comes The Swarm
  5. The Contagion
  6. Remembrance
DURATA: 42:11
 

Mala tempora currunt. Se era vero per Cicerone agli albori della Roma imperiale, figurarsi quanto può essere vero oggi sull'orlo di una terza guerra mondiale o poco meno. Il pensiero deve aver turbato non poco James "Vortigern" Young, polistrumentista e principale mente alle spalle dei Lychgate, che disco dopo disco confutano sempre più l'erronea catalogazione di progetto parallelo di Greg Chandler.

"The Contagion In Nine Steps" è il terzo disco in neanche cinque anni, e questa volta Vortigern porta la sua band a misurarsi con concetti semplici come le dinamiche e le teorie della psicologia dei gruppi. Da riferimenti i dialoghi di Platone fino a Elias Canetti, Vortigern tenta di mettere in musica una serie di suggestioni originate dalla lettura de "L'Invincibile", romanzo del 1964 di Stanisław Lem (l'autore di "Solaris"). Sono gli stessi Lychgate a dire che «Il contagio è ogni idea che infetta una folla e si diffonde al suo interno come un virus, portando alla sua disfatta», mentre «i nove passaggi rappresentano all'incirca nove momenti delle società europee, dall'Antica Grecia fino ai giorni nostri».

Tutto questo si traduce in sei brani estremamente barocchi e arzigogolati, cervellotici, che non si lasciano assimilare facilmente. Da un lato c'è una fortissima presenza di organo e tastiere dal sound settantiano, questa volta non appannaggio dello stesso Vortigern ma di Vladimir Antonov-Charsky, che ha registrato il tutto nella Lithuanian Academy of Music and Theatre di Vilnius; dall'altro c'è l'imprescindibile matrice metal, black e soprattutto doom, a conferire ai brani una sensibile pesantezza di fondo. Il punto di incontro tra questi due elementi è dato dalle continue sperimentazioni e variazioni della musica composta da Vortigern: ora un assolo, ora un bridge, ora un cambio di tempo, ora del growl, ora una voce pulita, poi un arpeggio neoclassico. Nei Lychgate non si capisce mai dove finisca il metal e dove inizi il prog, ma è certo che la musica viva di un piglio molto cinematografico, così come è altrettanto sicuro che i Nostri giochino pericolosamente vicino al bordo dell'abisso.

Da un lato c'è l'estro, l'indiscussa capacità dei musicisti di tessere trame elaborate e imprevedibili, dall'altra il costante rischio di perdere l'ascoltatore per strada, spaesato tra un assolo e l'altro, che non ha mai ben chiaro cosa sta ascoltando e soprattutto dove il disco voglia andare a parare. Anche solo l'asimmetria di fondo del concept: i Lychgate parlano di nove passaggi, uno per ciascuna epoca, però i brani sono solo sei, e le citazioni collegate a ciascuno sono tutte di filosofi e autori degli ultimi tre secoli. Mentre il disco si apre con un brano dedicato a "La Repubblica" di Platone, la citazione che lo accompagna è di Thomas Hardy; il secondo brano, «l'Unità Di Opposti», parla in realtà della ciclicità della storia teorizzata da Hegel (e sempre sua è la citazione in apertura), e così via. La stessa cosa accade a livello musicale: i brani si confondono tra loro a causa del quantitativo immane di carne al fuoco: voci, strumenti, deviazioni, interruzioni, riprese, se da un lato affascinano, dall'altro generano non poca confusione e non sempre risultano funzionali alla veicolazione di un messaggio già di per sé estremamente complesso.

Ottime le intenzioni e freschi e interessantissimi gli spunti, che trattati però senza un chiaro e preciso ordine rischiano di fare di "The Contagion In Nine Steps" un album eccessivamente velleitario, che riceverà ottimi riscontri di critica perché wow è un album difficile, quindi è bello. Io, che sono il solito rompicoglioni, dico che invece è un peccato che tanta capacità (perché i Lychgate sono bravi, spesso molto bravi, a tratti bravissimi) non venga gestita a dovere. Detesto dare voti, ma qui siamo solo dalle parti di un 7/10, per un gruppo che ha le carte in mano per arrivare almeno un punto più in alto.

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