M.I. RAILWAYS COMPANY – Untitled

 
Gruppo: M.I. Railways Company
Titolo:  Untitled
Anno: 2009
Provenienza:  Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Non Disponibili

TRACKLIST

  1. Killing Joy
  2. Freezing Moon [cover Mayhem]
  3. Bugs
  4. Organs
  5. The Blue Shoes Of The Muse
  6. I Was Not (With) Them
  7. A Wooden Child
  8. Alone
  9. Chamber Orchid-Stra
DURATA: 40:37
 

Film, follia, ossessione o solo un pensiero che rimbalza impazzito nella testa conducendovi chissà dove? Ho ascoltato tante volte "Untitled", ultimo (purtroppo) lavoro della band M.I.Railways Company e a ogni passaggio nel mio stereo le idee che precedentemente avevano balenato nel cervello venivano cancellate da altre nuove e tendenti in altra direzione.

Le tracce s'impossessano come una psicosi musicale di chi lascia loro libero passaggio, addentrandosi e andando oltre quelle note alle volte solo pizzicate, altre accentuate con maggiore impatto. Una schematica priva di logica che s'inquadra per decostruirsi l'attimo dopo e ricomporsi in maniera ancora diversa successivamente, tuttavia rimanendo sempre affascinante. I brani, totalmente strumentali, attingono da più generi come jazz, blues, divagando in territorio ambient, arricchiendosi di un tocco country/folk in "The Blue Shoes Of The Muse" e tirando in ballo una cover del classico black metal "Freezing Moon" dei Mayhem inquietante quanto l'originale.

Ogni singolo rumore, ogni attimo in cui gli strumenti vengono strimpellati viene incasellato per creare un feeling unico, non credo possano esistere due persone che trovino un comune accordo sull'operato di questa formazione. "I Was Not (With) Them" a esempio potrebbe rientrare piacevolmente nei canoni degli appassionati dello stile drone, genere nel quale le ridondanze continue supportate da un fruscio di base più o meno intenso s'impadroniscono della scena, ma anche in tal frangente la realtà mostra comunque due facce dato che la stessa canzone possiede un lato quasi romantico che vien fuori prorompente dopo la sua metà grazie all'inserimento d'archi, d'armonica e organo che ne affievoliscono la durezza scompattandola e rendendola fortemente malinconica.

Quanto fa godere il basso iniziale di "Killing Joy", unica traccia in cui è presenta una batteria elettronica caoticamente impazzante, o quanto una celebrativa e settantiana "Alone", col suo organo dedito a un oscurantismo collassante, può far riflettere nei momenti in cui si ha bisogno di incontrare se stessi? Tanto signori miei, davvero tanto.

In definitiva "Untitled" è un libro senza testo o uno spartito senza note che ha bisogno di essere riempito e rimodellato al vostro interno, fornendovi il necessario per oltrepassare la semplice normalità quotidiana, l'arte ha questo potere e qui ci troviamo di fronte a una piccola opera d'arte difficile da comprendere tentando forzatamente di darle un significato univoco, semplicemente vivetevela, lasciate quindi che i vari episodi facciano il loro corso e il resto verrà da sé.

 

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