MADDER MORTEM – Marrow

Gruppo:Madder Mortem
Titolo:Marrow
Anno:2018
Provenienza:Norvegia
Etichetta:Dark Essence Records
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TRACKLIST

  1. Untethered
  2. Liberator
  3. Moonlight Over Silver White
  4. Until You Return
  5. My Will Be Done
  6. Far From Home
  7. Marrow
  8. White Snow, Red Shadows
  9. Stumble On
  10. Waiting To Fall
  11. Tethered
DURATA:53:28

A due anni di distanza dall’ultimo Red In Tooth And Claw, i norvegesi Madder Mortem si rifanno vivi, pubblicando quello che a conti fatti è il settimo sigillo discografico. L’album ha per titolo Marrow e al suo interno presenta un paio di differenze rispetto all’uscita precedente.

Innanzitutto la scaletta è musicalmente più varia e contaminata. Oltre ai classici influssi provenienti dalla scena progressiva e da quella doom dall’alone gotico, con indurimenti improvvisi alternative e quasi thrash, ora troviamo frangenti accostabili al panorama psichedelico e inclinazioni folk che abbelliscono ulteriormente il tutto. Viene così creata una dimensione capace di espandersi e divenire intima (“Moonlight Over Silver White”, “Far From Home” e “Stumble On”) quanto severa e diretta (“Liberator”, “My Will Be Done” e “White Snow, And Red Shadows”).

A parere del sottoscritto, il pezzo che più rappresenta per sensazioni e movenze ciò che sono i Madder Mortem oggi è la magnifica “Marrow”, traccia che dà il titolo al disco. Essa condensa tutto ciò che maggiormente contraddistingue la band, passando da atmosfere scure e quasi noir a situazioni dalle vibrazioni robuste e frenetiche, ricordando per atteggiamento e volubilità certi aspetti dei colleghi connazionali Vulture Industries.

Sarebbe inutile ripetersi, pare però sin troppo evidente che Agnete M. Kirkevaag e BP M. Kirkevaag siano figure fondamentali per l’economia della band. La prima fornisce un’ottima prestazione dietro al microfono, sempre attenta nel modulare la sua voce pulita, ma capace di divenire irruente oltre che seducente, infondendo un tocco teatrale, e quando serve radiofonico, al pezzo. Il secondo è un abile compositore, che si applica in maniera certosina nella ricerca della melodia più adatta, del dettaglio che fa la differenza e del cambio di ambientazione più corretto; inoltre talvolta non disdegna il ruolo di supporto vocale, combinandosi con l’ugola della sorella attraverso l’utilizzo di un taglio pulito e uno gutturale.

Marrow è un album accattivante, il cui unico difetto forse risiede nella troppo eterogeneità, palesando così una sorta di discontinuità nell’approccio musicale ed emotivo che tende ad allentare e stringere la presa quasi con noncuranza. È però anche figlio della scelta precisa dei Madder Mortem di assecondare le proprie voglie e i propri desideri, consegnandoci una versione genuina, ispirata e istintiva di sé, da ascoltare e riascoltare più e più volte.

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