MADVICE – Everything Comes To An End

Gruppo:Madvice
Titolo:Everything Comes To An End
Anno:2018
Provenienza:Italia
Etichetta:Time To Kill Records
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TRACKLIST

  1. Vengeance
  2. Everything Comes To An End
  3. A Day To Fight, A Day To Suffer
  4. The Gate
  5. Nothingness
  6. Master Of Doom
  7. Everybody Wants To Rule The World
  8. Rebirth
  9. Hopeless
DURATA:38:22

Avevamo incrociato i Madvice all’inizio dello scorso anno, quando a Scandicci aprirono al Circus Club per i salernitani Párodos, e in quell’occasione LordPist vi aveva suggerito di tenerli d’occhio per evitare di «alzarvi la mattina senza la giusta dose di metal estremo». Il sottoscritto ha seguito la sua raccomandazione e, anche se con qualche mese di ritardo, è pronto per parlarvi del loro album d’esordio, Everything Comes To An End, uscito per la nostrana Time To Kill Records.

Come spiegato anche a suo tempo dal mio collega, il quartetto comprende due membri della formazione campana dei Nameless Crime (in cui milita il batterista dei doomster Naga, tra l’altro), rispettivamente Raffaele Lanzuise al basso e Maddalena Bellini alle chitarre, mentre il cantante Asator e il batterista Marco Moretti sono di origine toscana. Il disco in sé, inoltre, vanta alcune collaborazioni molto riuscite, come quella con Lunaria Wistful (Mooniric) nell’accattivante “The Gate” e nella penultima “The Rebirth”; dietro le pelli della cover di “Everybody Wants To Rule The World” siede invece Daniele Ciao, mentre l’assolo della più movimentata “Nothingness” porta la firma di Alberto Barsi e le note di liuto della conclusiva “Hopeless” sono opera di Michele Signore.

Le coordinate stilistiche sulle quali si muovono i Madvice sono facilmente inquadrabili e seguono principalmente due direttrici. Da un lato le lezioni impartite nei ’90 dai grandi maestri del melodeath svedese sono state ben recepite e messe in pratica, specialmente quelle degli At The Gates di Terminal Spirit Disease e Slaughter Of The Soul; in questo senso, non ci sorprende scoprire a questo punto che il quartetto abbia pubblicato una cover di “Blinded By Fear” appena una manciata di mesi fa. Dall’altro lato abbiamo una matrice groove in pieno stile Decapitated; da questo punto di vista, i polacchi devono aver contribuito a formare il carattere della band italiana quasi in egual misura rispetto alla creatura di Tompa Lindberg: elementi maggiormente cadenzati, infatti, emergono qua e là lungo tutta la scaletta a partire già dall’apripista “Vengeance”.

Questi 38 minuti la dicono abbastanza lunga sulle potenzialità dei Madvice che, con otto brani originali e una cover dei Tears For Fear decisamente azzeccata, debuttano in maniera notevolmente convincente. Chiunque volesse apprezzare i brani di Everything Come To An End dal vivo, sappia che il prossimo novembre il quartetto prenderà parte all’edizione del 2019 del Cult Of Parthenope Black Metal Fest: per chi non riesce ad alzarsi la mattina o andare a dormire la sera «senza la giusta dose di metal estremo», quest’ultima sarà senza dubbio un’occasione da non perdere.

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