Mære - I

MÆRE – I

Gruppo:Mære
Titolo:I
Anno:2020
Provenienza:Germania
Etichetta:Lavadome Productions
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TRACKLIST

  1. I
  2. I, Devouring
  3. I Descend
  4. I Ascend
  5. I Am
  6. I, Transcending
DURATA:26:45

Dissonanze a palate nell’ultima produzione di casa Lavadome. I Mære, dalla Bassa Sassonia, nascono qualche anno fa in seguito alla separazione di bassista, batterista e chitarrista dagli Ingurgitating Oblivion, interessante formazione tech-death che dopo quasi due decenni di militanza nella Germania nord occidentale si è spostata a Berlino. Nonostante l’impossibilità di continuare con la band precedente, la voglia di suonare insieme è rimasta e — assegnatisi gli pseudonimi I, II e III — i tre musicisti si sono messi alla ricerca di un paio di membri per completare la lineup.

Avanti veloce al 2020, si aggiungono IV e V, II se ne va e viene sostituito da… un altro II, e i Mære pubblicano I, un concept EP per venticinque minuti di musica molto, molto densa. Dissonanze, dicevo all’inizio, perché il death metal elaborato dal quintetto tedesco è un concentrato di malvagità e stordimento, un insieme molto organico di canzoni che una volta tanto rendono l’aggettivo disturbante degno di essere usato. Il retaggio molto tecnico dei musicisti si sente, e infatti oltre agli inevitabili Ingurgitating Oblivion un nome che si potrebbe accostare ai Mære è quello degli Ad Nauseam (che non a caso uscirono proprio per Lavadome), ai quali però va aggiunta una discreta dose di psicosi sulla falsariga dei Deathspell Omega, che se di death metal hanno poco o niente due o tre cose sulle dissonanze possono spiegarle un po’ a tutti.

L’aspetto però forse più affascinante di I è il concept alle spalle: una narrazione legata alla discesa, all’ascesa e alla trascendenza, un racconto spirituale dalle sfumature cabalistiche, in cui la band diventa un’unica entità, superiore alla somma dei suoi singoli membri (un approccio evidente anche dalla perdita dei nomi di ciascun musicista, a fronte di un rimpiazzabile numero romano). Una voce empia, abrasiva, che si riversa sul percorso di sofferenza per arrivare a urlare la spiritual dissonance che conclude l’EP.

Quello dei Mære ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un viaggio affascinante, di certo la prima tappa di questo percorso solletica una fortissima curiosità nei confronti delle intenzioni del quintetto sassone. Si sente che i ragazzi si sono già fatti le ossa e non sono di primo pelo, che hanno una padronanza della materia ben superiore alla media, e spero di trovarmi presto davanti un album completo.

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