MALASANGRE – Lux Deerit Soli

 
Gruppo: Malasangre
Titolo:  Lux Deerit Soli
Anno: 2012
Provenienza:  Italia
Etichetta: I, Voidhanger Records
Contatti:

Facebook

 
TRACKLIST

  1. Sa Ta
  2. Na Ma
DURATA: 01:12:09
 

Si rifanno vivi i Malasangre, il quintetto è giunto alla terza uscita con "Lux Deerit Soli" a distanza di ben sette anni dal secondo capitolo a titolo "Inversus" ed è evidente che pur proseguendo nel percorso di maturazione di un suono a cavallo fra il funeral doom, il drone e la matrice black, componente riscontrabile quasi esclusivamente nella componente vocale, si abbia a che fare con il parto di una formazione ormai conscia di quali siano i punti chiave sui quali far ruotare il proprio asse compositivo.

Brani impermeati di un'oscurità profonda ricollegabile all'immensità della volta celeste o alle profondità degli abissi inesplorati, poco cambia, il loro è un buio che non possiede frammentazione, una cappa che ricopre e ammanta con una ferrea chiusura l'ascoltatore. Quella presente è costituita dalle due abnormi tracce "Sa Ta" e "Na Ma".

Per chi non ne fosse a conoscenza sono mantra usati nella meditazione del serpente (Kundalini) nonché fra i primi fonemi del sanscrito e ognuno con un significato ben preciso: Sa uguale infinito, Ta uguale vita, Na uguale morte e Ma uguale rinascita. Tenete conto che qualcuno (gli ebrei, grandi risparmiatori) ha deciso di abbreviare un po' la situazione e ne è derivata una delle parole più controverse della storia: Satana, quale miglior via se non partire dallo Yoga per finire al cattivo più noto della millenaria esistenza umana?

Settanta minuti di dispersione, di atmosfere che si dilatano avvolgendo, creando degli anelli di malevola esternazione supportati da una base ritmica che, mantenendosi in modo ferreo ai dettami del nero funereo, con brevi alterazioni tendenti a una proposizione tribale, non si concedono a variazioni frenetiche o inaspettate.

Il flusso delle due canzoni, similari per alcuni aspetti, è pari a quello di un fiume che nel suo quieto scorrere nasconde al di sotto del velo d'acqua superficiale una serie di gorghi pronti a tirarvi giù. Siano poi le pulsioni di una natura più austera e concentrata nel mitizzare l'inquietudine dilagante attraverso una monotonia ossessiva e destabilizzante nell'iniziale "Sa Ta" o la formulazione egualmente stringente, ma appagante, grazie a una dimestichezza notevole nello sfruttare minuziose partiture acustiche di "Na Ma" a pressare la vostra essenza nel tentativo di distruggerla per darle la possibilità di riforgiarsi attraverso "Lux Deerit Soli", ciò che conta è arrivare in fondo a un disco che nella sua apparente concezione statica offre più di ciò che dà a vedere.

Come sovente accade quando ci si avventura in territori solcati da gente come Skepticism, Khanate, Thergoton nei quali si offre la possibilità ad agenti dronici e a una parte black di confluire, il risultato sarà sempre e comunque difficile da assimilare soprattutto se non si è avvezzi a partecipare a tali scorribande musicali. È quindi ovvio che affrontare una botta considerevole come questo nuovo Malasangre richiederà da parte di chi vi si cimenta una dedizione e devozione all'ascolto incondizionate, magari un pieno isolamento tramite cuffie e stanza oscurata calandosi ancor più nella realtà di "Lux Deerit Soli".

Il viaggio è a portata d'orecchio, la destinazione da decidersi in corsa, siete pronti? Non vi resta che aprire il lettore, inserire i Malasangre e per il resto, a voi decidere dove e come viverlo.

 

Facebook Comments