MALAURIU – Presagi Di Morte

Gruppo:Malauriu
Titolo:Presagi Di Morte
Anno:2014
Provenienza:Italia
Etichetta:Melqart Productions
Contatti:Facebook  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Sentieri Di Morte
  2. Oltre La Soglia
  3. Culto Del Caos
  4. Valzer Macabro
  5. La Tribù Dei Giudei
  6. Figlio Della Croce
  7. Dannazione Eterna
DURATA:18:53

Il black metal in Sicilia è legato a doppio filo al nome degli Inchiuvatu e ai progetti del suo leader Agghiastru, che diede vita diversi anni or sono a quella che viene comunemente denominata Scena Mediterranea. Questo 2014 invece ha portato in redazione l’esordio dei Malauriu da Sciacca, band di freschissima fondazione, nata nel 2013 e composta da Marbas (voce), Asmodeus (chitarre, basso, tastiere e seconde voci) e Otis (batteria).

A differenza degli Inchiuvatu, l’unico richiamo folcloristico dei Nostri è limitato all’uso in alcune circostanze del dialetto nei testi (per il resto in italiano), mentre la musica è totalmente debitrice alla Scandinavia dei tempi d’oro. Nel corso dei poco meno di venti minuti dell’ep Presagi Di Morte si respirano miasmi funebri e marcescenti, l’odore di putrefazione è palpabile così come l’oscurità generale. Le stesse liriche sono un coacervo di depravazione e odio antireligioso, talvolta scandite in maniera davvero incalzante quando vengono pronunciate in siculo.

Una introduzione dal sapore religious ci porta a “Oltre La Soglia”, una canzone di black metal ortodosso, fedele ai canoni degli Anni Novanta, il cui stile vocale mi fa echeggiare in testa quanto fatto dagli In Tormentata Quiete nelle vesti dei Black Dogs From Hell. Poi è la volta di “Culto Del Caos”, dalla ritmica tipicamente vecchia scuola e un ritornello forse un po’ ingenuo e non efficacissimo. Tutti i brani sono estremamente brevi e così in men che non si dica mi ritrovo a metà scaletta con “Valzer Macabro”, una composizione pianistica che funge da intermezzo, prima che “La Tribù Dei Giudei” rafforzi il sentore di morte col suo tempo medio e tratti thrash. Infine, a precedere la chiusura malinconica di solo piano affidata a “Dannazione Eterna”, c’è “Figlio Della Croce”, dove emerge un’influenza Marduk e in generale svedese nel riffing, ora più affilato.

Da un lato il gruppo ha scelto di non esporsi eccessivamente, sfruttando minutaggi molto contenuti e presentando appena quattro canzoni black metal, dall’altro però bisogna riconoscere che il lavoro di cesellatura è pregevole, come dimostrano i suoni dal gusto piacevolmente vintage e bilanciati (unico appunto: il volume di intro, intermezzo e outro a livelli nettamente più alti del resto) e la superficie del cd decorata come fosse un vinile.

Se il trio siciliano è portatore di Cattivi Presagi, io al contrario ho sensazioni positive sul fatto che in futuro possa offrirci un album di tutto rispetto, sviluppando ulteriormente il seme piantato in Presagi Di Morte, basato su canzoni godevoli che non inventano nulla, ma scorrono con estrema facilità. Le premesse ci sono tutte, quindi tenete d’occhio questi ragazzi se l’old school è il vostro pane.

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