MALE MISANDRIA – E.DIN

 
Gruppo: Male Misandria
Titolo:  E.DIN
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Sangue Del Mio Sangue
  2. So I'm Cook
  3. Amorfe
  4. Earth Reset
  5. Somni Specus
  6. Convinzioni
  7. Daltonico
  8. Vomit Soapbubbles
  9. Certezze
  10. Non Siete
  11. Nella Culla Della Speranza
  12. Alba
  13. Scriba
  14. Homo Homini Homo
  15. Come Creta
  16. Cometa
  17. Incendio
  18. Money Turns Into Paper
  19. Jizo
  20. Coerenza
  21. L'Amore Perso
  22. Coscienza
  23. Idolima
  24. Noi
  25. In Stagione Di Guerra
DURATA: 39:26
 

Hieronymus Bosch: pittore olandese vissuto a cavallo tra il 1400 e il 1500, artista visionario e controverso, immateriale e supremo. Le opere di Bosch sono quasi sempre volte alla rappresentazione delle sfere spirituali, dell'impalpabile, ma al loro interno è impossibile non cogliere le allusioni alla materia; i suoi incubi, i frutti della sua mente, evocano scenari spesso inquietanti e tormentati, sempre di grandissimo impatto. Perchè questa piccola introduzione? Perchè guardando la cover di "E.DIN", il debutto sulla lunga distanza dei nostrani Male Misandria (o Male mISANDRIA), non ho potuto fare a meno di ricordare il pittore sopracitato: la copertina dell'album, infatti, riproduce il pannello centrale del "Giardino Delle Delizie", una delle opere forse più famose di Bosch. Sì ok, so che volete leggere di musica, ma anche l'aspetto inconografico ha la sua importanza e voi lo sapete.

Il percorso musicale intrapreso dal trio è una miscela che ha come componenti principali il Black Metal e il Grindcore, sebbene gli elementi chiamati in causa siano molti di più e non così semplicemente descrivibili. Nonostante le coordinate stilistiche siano in gran parte differenti (quindi non lasciatevi ingannare dal paragone), i Male Misandria mi hanno, in più di un'occasione, ricordato a livello attitudinale gli Acid Bath, se non altro per la stessa venatura sconsiderata e senza freni, sempre volutamente eccessiva.

"Sangue Del Mio Sangue", "Vomit Soapbubbles", "Money Turns Into Paper" e "Idolima" sono brevi ma efficaci esplosioni di caotica e indomabile violenza, un inarrestabile flusso caustico, la cui unica intenzione è annientare. In una commistione musicale di questo tipo non poteva poi di certo mancare lo spettro dei folli Anaal Nathrakh: il consistente basamento Black Metal che si coglie in pezzi come "Earth Reset", "Daltonico" e "Come Creta" esalta infatti il lato più estremo e terrorista della proposta a cui il succitato duo britannico ci ha piacevolmente abituato. Non basta però: "So I'm Cook" e "Cometa" vengono arricchite con roboanti deflagrazioni molto vicine al Death Metal (su cui incombe una velata "Asphyx-sensation") a cui viene inoltre aggiunta, in "Somni Specus", "Convinzioni" e "Incendio", una riconoscibile marchiatura Crust Punk, mentre gli incubi terrificanti che prendono il nome di "Nella Culla Della Speranza", "Alba" e "L'Amore Perso" si avvalgono di melodie viscide e malsane, a tratti svedeseggianti. Non mancano inoltre ulteriori variazioni sul tema: nella stupenda "Homo Homini Homo" vi sono tastiere quasi confortanti che fungono da "red carpet" per l'entrata di un enorme macigno che fa dell'oppressione incondizionata la sua missione, mentre in "Coscienza" potremo assaporare il piacere di venire investiti senza pietà da un incedere sinistro e cadenzato, un preludio alle bastonate che seguiranno.

La conclusiva "In Stagione Di Guerra" merita invece considerazione a parte, in quanto si configura come un episodio strano nel momento in cui la consueta violenza si trasforma in melodia aspra, disillusa e delicata con tanto di voce femminile in funzione recitativa… Tutto qui? No, dopo alcuni minuti di silenzio, spunta un finale inaspettato formato da un riffing nervoso e lievemente ruffiano (passatemi il termine) che chiude definitivamente l'album. Un epilogo difficile da collocare se seguiamo un filo di pensieri logico, ma, vedendo ciò che i nostri hanno confezionato, non possiamo certo stupirci per una cosa simile.

La produzione scelta per il disco è nitida (attenzione, non ho detto che è pompata o ingioiellata) e mi viene davvero difficile pensare a quale potrebbe essere un difetto di questo "E.DIN". Andrò quindi dritto al sodo senza tergiversare oltre: volete un disco adatto per trascorrere una serata romantica con la vostra dolce metà? Passate oltre (a meno che non usciate con Freddy Krueger). Volete un disco di facile fruizione da poter mettere come sottofondo mentre lucidate i vostri nuovi mocassini di Prada? Fuori dal cazzo, per quello vanno benissimo Alestorm et similia. Se invece siete alla ricerca di un disco fuori dagli schemi, estremo, potente e nichilista, state leggendo nel posto giusto e quindi procuratevi immediatamente questa bomba di versatile e incontenibile violenza!

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