MALEFICIO – Go To Hell

MALEFICIO – Go To Hell

Informazioni
Gruppo: Maleficio
Anno: 2009
Etichetta: Apollon Records
Autore: Mourning

Tracklist:
1. You Are Dead
2. Go to Hell
3. Entwined in Mysteries
4. I’ll Piss On Your Corpse
5. Harbinger Of Death
6. Fortress By The Crystal Line
7. In The Name Of The Holy
8. Searching For Death
9. Burn
10. Malediction Lecture

DURATA: 35:08

Seppur attivi dai primissimi anni novanta i Maleficio, act proveniente dalla prolifica Svezia, hanno dovuto attendere sino al duemilacinque per dar luce all’album di debutto “Under The Black Veil”.
Il sound è un connubio fra la melodia classica dello swedish condita con accenni puntanti realtà black come a esempio i Dissection.
Non brillano per originalità ma il loro lavoro lo svolgono a dovere assemblando dieci brani dotati di una quantità apprezzabile di buoni riff che vengono supportati da scelte di batteria veloci, prepotenti che con una dose calibrata di dinamismo rendono ancora più gradevoli le tracce.
Il sound dalle spiccate sfaccettature catchy entra facilmente in testa permettendo alle melodie di risultare facili da ricordare e canticchiare, tanto materiale che si concentra al meglio in un paio di episodi che alzano il livello di una release comunque che sta pienamente al di sopra di una sufficienza.
Come più rappresentative e degne d’esser nominate “I’ll Piss Your Corpse” la meno veloce del platter ma che con la sua greve andatura segna decisamente il passo, “Go To Hell” titletrack dell’album con la sua cadenza ossessiva e la conclusiva “Malediction Lecture” che preme sull’acceleratore con violenza.
Il resto del disco ha da dire non riuscendo però a staccarsi da clichè forse sin troppo abusati con l’eccezione di “In The Name Of The Holy” che è un bel tentativo ma non centrato in pieno nel coniugare il death a tinte gotiche.
La produzione arreca danno al complesso sonoro, troppa è la prorompenza delle chitarre al cospetto di un reparto ritmico spesso oscurato, peccato in primis per la discreta prova del batterista e per un basso che come spesso capita viene praticamente assorbito.
Il cantante mostra di saperci fare sia nell’uso del growl che nelle brevi apparizioni di voce pulita elevandosi ad arma fondamentale per la riuscita dei brani.
“Go To Hell” è un buon album, non s’impone d’inventare o aprire nuovi orizzonti, piacevolmente si fa ascoltare e potrà esser apprezzato da chi ama lo swedish death nella sua forma melodica.

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