MALEVOLENTIA – Ex Oblivion

MALEVOLENTIA – Ex Oblivion

 
Gruppo: Malevolentia
Titolo: Ex Oblivion
Anno: 2011
Provenienza: Francia
Etichetta: Epictural Production
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TRACKLIST

  1. Ex Libris Oblivionis
  2. Serment De La Corde
  3. Martyrs
  4. A L'Est D'Eden
  5. Dies Irae
  6. Dagon
  7. Nyarlathotep
  8. Ex Oblivion
  9. La Nonnet Et L'Incube
  10. La Geste Du Corbeau
DURATA: 47:20
 

A volte ritornano e lo fanno con giusta causa, è il caso di dirlo dato che i francesi Malevolentia si erano eclissati per ben sei anni. È dal 2005 difatti, anno in cui venne dato alla luce il debutto "Contes Et Nouvelles Macabres", che non se ne sentiva parlare, tanto che si avevano notizie incerte sulla data di uscita del successore, almeno sino a quando in questo 2011 è spuntato fuori a mo' di sorpresa "Ex Oblivion".

La formazione composta da membri ed ex di gruppi quali Otargos, Annthennath, Diskarial, Hasserben, Apocryphe e Bleeding Solitude propone un black metal sinfonico ispirato ai Dimmu Borgir che furono e similare per certi aspetti a quello degli olandesi Carach Angren. Aspetti retrò sono evidenziati in un riffing arrembante, veloce e tagliente nella sua compattezza che sa molto di anni Novanta, capace di ricreare atmosfere cineree grazie a melodie e dissonanze ritualistiche e che trova naturale e malsano sfogo nella vocalità suadente e incantatrice delle corali liriche quanto in quella affascinante e maligna della cantante Spleen.

I due brani che incarnano al meglio la coniugazione fra sinfonico-atmosferico e partiture black metal sono "Dagon", caratterizzato da aperture dall'incedere raw andante e indovinate linee di canto lirico che si stagliano in retrovia, e "Nyarlathotep", dotato di un intro orrifico al quale segue dapprima una mitragliata di blast beat e poi un ritmo in stile marcia mortuaria, scandito da continue rullate, ma le sorprese comunque non finiscono, dato che di colpo si dilata, lasciando spazio alle divagazioni ampie dei sintetizzatori, ricordando posizioni e scelte del periodo di "Spiritual Black Dimension" dei sopra citati Norvegesi. I Malevolentia si esprimono al meglio nel momento in cui la proposta si adopera a favore del sinfonismo e della melodia in genere, l'approccio arrembante coadiuvato da questi due fattori rende "Nonne Et L'Incube" un altro pezzo degno di menzione. "Ex Oblivion" è un disco che suona familiare, perché la sua genetica convive con quel gusto oscuro della metà anni Novanta: "Martyrs" e la conclusiva "Le Geste Du Corbeau" rimembrano in alcune occasioni "Enthrone Darkness Triumphant", mentre lo strumentale "Dies Irae" è situato al posto più adatto per spezzare i ritmi e fornire una pausa al lieve cambio di rotta sonora successivo.

Le composizioni sono fluide e gli arrangiamenti filano a dovere. Se la pecca più grave è la presenza di un déjà vù, poiché non c'è ombra di dubbio che i Dimmu Borgir abbiano messo lo zampino, è però altrettanto vero che questi Francesi sanno il fatto loro e che potremmo considerarlo un male a dir poco inevitabile da superare senza troppi problemi.

Un disco come "Ex Oblivion" mostra che per i Malevolentia un certo modo di suonare symphonic non è morto, direi più che altro che è stato sotterrato dalle pacchianate che gli stessi promotori dello stile hanno enfatizzato nel corso degli anni, sino a collezionare le ultime rovinose cadute. Ascoltare prestazioni simili mi fa credere che il black metal stia diventando un circo in cui i leoni sono ormai sostituiti dai troppi clown, tuttavia ci sia ancora gente in grado di sbattersi usando il senno. Se amate il genere, vi consiglio pertanto vivamente di far vostro questo album.

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