MALHKEBRE – Prostration

 
Gruppo: Malhkebre
Titolo: Prostration
Anno: 2010
Provenienza: Francia
Etichetta: Ahdistuksen Aihio Productions
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Nothingness Way
  2. Première Louange
  3. Obscurus Religiosus
  4. Fidèles Serviteurs
DURATA: 22:52
 

Introduco la recensione ricordandovi che questo mini LP è limitato a cinquecentoventicinque copie. Mentre leggete il risultato delle mie elucubrazioni mentali, altri metallari vi stanno evirando le possibilità di ottenerne una copia. Scherzo… La versione in vinile uscì nel 2006 sotto l'egida della Battlesk'rs Productions. Oggi avete la possibilità di tenere fra le mani il CD.

Guardando il sito Myspace di questo gruppo francese trovo conferma per la prima impressione lasciatami da questo progetto: pare che si creda appartenere a un movimento particolarmente riservato. Infatti porta un nome che ricorda fortemente l'epoca delle LLN (Les Légions Noires) che, detto sottovoce, apprezzo in parte. Mania di grandezza? Pseudo elitarismo? Già le frasi gli apostoli dell'ignominia non devono giustificarsi per le loro azioni […] e poi, a proposito di Myspace questo strumento mi ripugna profondamente, mi pongono solo dei grandi punti di domanda nel cervello. Perché accidenti aprite un sito ufficiale, lo scrivete pure che lo è, se odiate il Web 2.0 e i suoi prodotti? Va bene, è meglio che io non ci pensi. Ai giorni nostri i controsensi paiono andare di moda.

Passiamo all'essenza di questo testo, la musica; musica che, speriamo, risveglierà il mio rispetto per questo gruppo. Il primo pezzo parte con un passaggio semi-ambient, che potrebbe essere, preso singolarmente, un'introduzione, seguito da una tirata molto tendente verso il death. La voce è indiscutibilmente black. Il pezzo mi piace, anche se non è uno sprazzo di originalità nel cielo del metal estremo. "Première Louange", il secondo brano, continua sul binario del metallo morto. Piano piano si cristallizza nella mia mente l'immagine di un gruppo come i Belphegor austriaci che creano grandi composizioni, mescolando death e black scandinavi. Questa ricetta non è la stessa dei Malhkebre, ma credo che la tendenza dell'ago della bilancia sia abbastanza chiara.

Ricapitoliamo! Questi pezzi, tecnicamente ben suonati, puntano in molti passaggi sull'aggressione e sulla velocità. La formazione tenta con parti ambient e sezioni a due voci di creare un'atmosfera particolarmente malvagia. I maggiori punti li guadagna, secondo me, grazie a riff ben riusciti, come quello al minuto 2:30 del terzo pezzo, "Obscurus Religiosus". M'infastidisce per contro l'impressione che l'immagine della formazione paia spingersi oltre l'importanza della musica, giocando con la fama di un movimento del passato che seguiva ideali distinti. Si potrebbe discutere a lungo. Appartiene questo gruppo puramente al movimento nero? Forse l'immagine presentata e le sue idee sono argomenti a favore, la musica parla comunque un'altra lingua. Personalmente la ritengo essere un misto fra la morte e l'oscurità.

Questa formazione non sarà sicuramente scelta come candidata rappresentante per la Francia all'Eurovisione (ha ha ha…) e il suo disco non appartiene ai miei favoriti, ma si tratta comunque di un prodotto solido, seppur non esaltante. Se vi capitaste di trovarlo, dategli un ascolto. Sono sicuro che alcuni di voi lo apprezzeranno.

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