MALIGNANT CHRIST – Forever In Chaos

 
Gruppo: Malignant Christ
Titolo:  Forever Chaos
Anno: 2011
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Forbidden Records
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TRACKLIST

  1. Thrones Of Golgotha
  2. Forever In Chaos
  3. Escape The Torment
  4. Suspended In Agony
  5. Mutilation Ritual
  6. Blaspheming The Impious
  7. Torches Of Sodomy
  8. Into The Pits Of Cremation
  9. Shrine Of The Dismembered
DURATA: 48:27
 

Alle volte vien veramente voglia di bestemmiare, ti trovi fra le mani un disco che suona alla grande nella sua elementare riproposizione dell'old school più ostile e rancoroso, ma possiede un cazzo di difetto che ti si pianta sulle palle e ti uccide, ecco la summa dell'ascolto del debutto dei Malignant Christ "Forever In Chaos".

L'universo maligno orchestrato dall'unica mente operante dietro tale nome, quella di Brandon Von, è fortemente incline alla blasfemia e a quel death metal satanico e fottutamente cavernicolare che ha reso celebri gli Incantation. È ovviamente impossibile parlare di questo tipo di sonorità e non nominare maestri quali Morbid Angel e Immolation sino alla spietata e brutale versione dei Suffocation, arriverete poi con l'approfondita conoscenza della band a capire quali siano gli altri possibili realtà alle quali il musicista di Knoxville (Tennessee) possa aver fatto riferimento.

Atmosfere, suono, riffato e la batteria stessa riportano alla mente gli step primordi del genere, sono i primi anni Novanta a dettare legge all'interno del lavoro, è brutalità malevola spietata quella che viene riversata con assiduità nei brani, c'è da rotolarsi nel godimento quando l'udito si sfracella scontrandosi con "Thrones Of Golgotha", "Escape The Torment", "Mutilation Ritual" e "Into The Pits Of Cremation", tutti i cliché riguardanti cattiveria, odio e sensazioni negative confluiscono gradevolmente nella produzione targata Malignant Christ.

È un altro tipo di produzione che andrebbe rivista e che purtroppo inficia il lavoro apportando dei danni impossibili da non considerare ai fini del giudizio di "Forever In Chaos". I suoni della drum machine sono a dir poco devastanti e non in positivo per l'orecchio, il rullante sembra fatto di latta e seppur la sequenzialità dei blastati e le dinamiche per i cambi di tempo con varie accelerazioni e decelerazioni siano programmate in modo da offrire un più che discreto risultato, quel fastidioso battito, ancor più dei cimbali, ne mina la credibilità ed è un peccato perché le chitarre nel loro apparire basse e low-fi in alcuni momenti identificano a pieno titolo ciò che la musica vuole trasmettere. Siamo di fronte a un'opera che dovrei definire incompleta.

Parzialmente incazzato, ma per ragioni che ritengo valide, v'invito a far girare nel vostro stereo "Forever In Chaos", da quanto ho capito leggendo in giro su internet sembra che Brandon abbia già iniziato a scrivere pezzi per il secondo disco e trovando un batterista in carne e ossa, mossa che dovrebbe fornire l'arma mancante per il salto di qualità definitivo ai suoi Malignant Christ, attenderemmo una versione definitiva della sua visione blasfema del death.

Spero ci sia in futuro l'occasione di ri-registrare quest' album con il supporto del drumming umano, dando così alle canzoni di "Forever In Chaos" il supporto ritmico e di suoni che meritano. Teneteli d'occhio, qui il potenziale per far ottime cose c'è, a Brandon adesso decidere come e dove fissare l'asticella dei traguardi da raggiungere.

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