MALVENTO – Oscuro Esperimento Contro Natura

 
Gruppo: Malvento
Titolo:  Oscuro Esperimento Contro Natura
Anno: 2010
Provenienza: Italia
Etichetta: Natura Morta Edizioni
Contatti: Facebook  Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Catene (Il Patto. La Morte. La Dannazione)
  2. Veleno
  3. Sanguina
  4. Ira
  5. Essenza
  6. Osa – Outro (Oscuro Sentiero Della Follia)
DURATA: 39:43
 

I Malvento, band campana avvolta per gran parte nel mistero, giungono in questa fine di 2010 al terzo album. "Oscuro Esperimento Contro Natura" viene definito da loro stessi come il frutto di una profonda ricerca che comincia dove finisce il mondo del Visibile e comincia quello dell'Invisibile…: è questa la premessa che mi ha introdotto al disco.

L'atmosfera che viene ricreata durante l'ascolto è claustrofobica, sincopata, dalla parvenza quasi ritualistica. I tappeti di sintetizzatori che accompagnano i pezzi contribuiscono notevolmente alla creazione nell'immaginario dell'ascoltatore di una dimensione soffocante, malsana e oscura. Viene dato ampio spazio all'elettronica, che diventa quasi l'elemento portante della proposta nell'iniziale "Catene (Il Patto. La Morte. La Dannazione)" come anche in "Essenza" e "Osa". Le atmosfere torbide e quasi innaturalmente immobili create dall'effettistica vengono spesso squarciate, come in "Ira" e "Sanguina", da esplosioni di fredda e consapevole violenza, debitrici sicuramente della lezione impartita dalla scena scandinava dei primi anni '90. Queste influenze si possono scorgere abbastanza nitidamente pure in "Veleno", in cui fa la sua comparsa anche un sofferente e gelido arpeggio di chitarra che dona oltretutto una certà melodicità al disco. Lo scream è tagliente, a tratti sussurato e quasi narrante, come se ci impartisse le direttive necessarie ad assolvere il compito di cui l'opera si fa committente: l'elevazione umana al di sopra di tutto, raggiunta tramite la magia, l'esoterismo, il torpore e la sofferenza.

Questo album è in fin dei conti un concept dalle mille sfacettature, che punta parecchio sulla liricità (evocata anche grazie ai testi in italiano) e sulle atmosfere, unendo molto bene la classicità del Black Metal ad aspetti più innovativi. La produzione è adatta a ciò che ci viene proposto, con la batteria mertellante e ossessiva più in secondo piano rispetto alle chitarre e alla parte effettistica. Il songwriting è buono, non risulta eccessivamente derivativo e direi che nella attuale scena Black questo può già essere considerato un ottimo risultato. Credo che questo disco possa essere apprezzato molto sia da coloro che restano più affezionati al classico, che da chi predilige ciò che guarda anche oltre.

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