MALVENTO / THE MAGIK WAY – Ars Regalis

Gruppo:Malvento / The Magik Way
Titolo:Ars Regalis
Anno:2018
Provenienza:Italia
Etichetta:Third I Rex
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TRACKLIST

  1. Malvento – V.I.T.R.I.O.L.
  2. Malvento – Eterno
  3. The Magik Way – Secondo Natura
  4. The Magik Way – Babalon Iridescente
DURATA:24:22

Un lavoro particolare e ambizioso lo split di cui mi accingo a parlarvi: particolare per modalità di scrittura e composizione, ambizioso per quanto concerne la finalità evocativa. Ars Regalis è un album realizzato a quattro mani dai partenopei Malvento (dei quali trattai i precedenti dischi, Oscuro Esperimento Contro Natura e Pneuma) e dagli alessandrini The Magik Way, nati nel 1996 da una costola dei Mortuary Drape, dediti a un teatrale sperimentalismo occulto che spazia tra ambient, folk e cantautorato. Questi ultimi sono oltretutto fondatori de L’Ordine Della Terra, un’organizzazione esoterica dedita al culto della morte, intesa come ritorno a una conoscenza primordiale e come condizione necessaria per la rinascita spirituale.

L’opera si prefigge di svolgersi come un vero e proprio viaggio iniziatico, concetto attorno a cui ruota tutto il comparto lirico, curato in buona parte dalla dottoressa Roberta Rossignoli, anch’ella membro del succitato Ordine. Nel tentativo di presentare un prodotto coeso e allineato al concetto del Tutto è nell’Uno e l’Uno è nel Tutto, i due gruppi si sono addirittura scambiati i pezzi di apertura e chiusura, suonando i Malvento un pezzo scritto dai The Magik Way (“V.I.T.R.I.O.L.”) e viceversa (“Babalon Iridescente”). Tale comunione di intenti, nonostante le consistenti differenze di genere tra le band, porta a un risultato personale, interessante e omogeneo, il quale, pur lasciando inalterate le peculiarità stilistiche, riesce a generare un’atmosfera ieratica ricolma di un’ispirazione strabordante.

“V.I.T.R.I.O.L.” è l’inizio di questa cerimonia: un pezzo ipnotico, cantilenante e velenoso, ritraente una ritualità inquietante e catacombale, un’espressività ermetica e nervosa che rende effettivamente l’idea di essere all’interno di un freddo sepolcro (o di un qualche tempio ctonio) scavato nel più profondo degli abissi. Solo dall’interno delle viscere della Terra e rimanendo in austero raccoglimento, è possibile affrontare il percorso di distruzione e rigenerazione che prosegue con “Eterno”, un’oscura marcia che mescola un freddo e quadrato black metal a un doom tragico e sepolcrale. I Malvento qui evocano un passaggio obbligato, una purificazione non necessariamente pacifica atta a preparare l’aspirante iniziato a ricevere gli insegnamenti che cerca.

Tocca ai The Magik Way con “Secondo Natura” declamare la necessità di dover distruggere prima di poter ricreare. Un episodio recitativo dai marziali contorni neofolk, che ricorrendo a un sapiente utilizzo di arrangiamenti e pathos accompagna il processo di eliminazione delle scorie, il quale ha come fine ultimo mettere a nudo la materia pura e duttile da cui potrà poi nascere un individuo consapevole e libero. “Babalon Iridescente” chiude il lavoro con un visionario andamento cantautorale, sinistro e talvolta un po’ sghembo, che attraverso un preciso sistema di riferimenti e simbolismi tratta il tema della magia sessuale. Celebrando il potere creativo e ritualistico del sesso come atto d’unione con il cosmo, si raggiunge quindi il culmine del percorso di conoscenza e di introspezione intrapreso, finalizzando il solve et coagula, facendo in modo che dalla disgregazione e dalla successiva riorganizzazione possa vedere la luce un elemento più raffinato. Da qui ha nuovamente inizio quel circolo eterno di morte e rinascita, poiché «la grande ruota fa sempre ritorno, trasceso il cosmo precipita in fondo».

Ars Regalis è un lavoro bellissimo, ma non per tutti. Un album dalla fortissima componente concettuale, che rispecchia un certo modo tutto italiano di trattare l’esoterismo in musica, modellando tuttavia il prodotto con una personalità alquanto particolare, senza badare troppo a stringenti canoni di genere. Un’opera estremamente ispirata e molto interessante dal punto di vista interpretativo, assolutamente consigliata agli amanti delle materie più oscure messe in musica.

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