MAMONT – Passing Through The Mastery Door

MAMONT – Passing Through The Mastery Door

 
Gruppo: Mamont
Titolo: Passing Through The Mastery Door
Anno: 2012
Provenienza: Svezia
Etichetta: Ozium Records
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TRACKLIST

  1. Mammuten
  2. Jag Sår Ett Frö
  3. Creatures
  4. Blind Man (Part III)
  5. Stonehill Universe
  6. The Secret Of The Owl
  7. Woods
  8. Satans Fasoner
DURATA: 42:29
 

Il 2013 si è ormai lasciato alle spalle la sua prima metà e io vi scrivo di un disco dell'anno passato? Eppure si sa, uno guarda avanti, ma poi si accorge, girandosi un po', che si è perso sempre qualcosa per strada e onestamente non potevo evitare di presentarvi gli svedesi Mamont. Se siete famelici di stoner, se «fuzz» e «space» sono parole che soltanto a sentirle nominare andate in brodo di giuggiole, allora il quartetto proveniente da Nyköping diventerà di sicuro un vostro fedele compagno. I musicisti, dopo aver dato alle stampe un l'ep di tre pezzi "Mamont" nel 2011, hanno pubblicato il debutto "Passing Through The Mastery Door".

L'album è di quelli che ti conquistano ed eccitano continuamente, un lavoro che sa di Svezia, con artisti quali Truckfighter e Dozer rintracciabili innegabilmente fra le influenze, ma che gode anche del genuino, affascinante e inossidabile fascino degli anni Settanta emanato dal sound Black Sabbath e Mountain. Inoltre fa un utilizzo a dir poco inebriante della visione psichedelica odierna dei maestri tedeschi Colour Haze, un quadro che solo a raccontarlo ti stordisce e inebria. Calore e dispersione, viaggio e sogno sono sensazioni e situazioni che si vanno incrociando e unificando.

Una volta messi a proprio agio dall'apertura totalmente strumentale affidata a "Mammuten", canzone lenta e fortemente incentrata sull'atmosfera, si viene proiettati attraverso nebulose cosmiche da "Jag Sår Ett Frö", col contributo della voce ossessiva di Karl Adolfsson. Di lì a breve tutto può accadere e quindi come si districheranno i Mamont? Punteranno ancor più sull'effetto stoner oppure, visto che con "Creatures" e "Blind Man" la natura settantiana classica viene fuori in maniera prorompente e l'atteggiamento blues si mostra con maggior vigore e intensità, successivamente si porranno a metà fra le due immagini paesaggistico-sonore inviate alla nostra mente? Niente di tutto questo, con "Stonehill Universe" gli Scandinavi accelerano inaspettatamente il passo, aggiungendo toni desertici spiccati e adrenalina a go go, aspetti che entrano a far parte della scena in corso, rincarando la volontà di mettere in mostra il lato più duro anche nella sostanziosa "The Secret Of The Owl".

Una volta alzati i giri al motore, era comunque prevedibile un attimo di pausa e il secondo pezzo strumentale "Woods" casca come si suol dire a fagiolo, offrendo quel frangente che serve a rilassare e recuperare le energie spese: la sua natura silvestre pretende l'esibizione acustica da parte delle chitarre, con l'armonica a bocca e l'accompagnamento delle percussioni a rendere l'ambiente privo di collegamenti urbani. Come dicevo però è solo una parentesi, alquanto piacevole, che tale rimane, dato che con "Satans Fasoner" il movimento fuzz torna più vivo e pulsante che mai, conducendoci per mano alla conclusione di "Passing Through The Mastery Door".

I Mamont viaggiano su altissimi livelli, questo è lo stoner che da amante del genere ritengo imperdibile, si tratta di una di quelle band non solo da prendere in considerazione, bensì da acquistare senza perdersi in domande. Le parole contano poco e una volta che avrete inserito il disco e sarà entrato in circolo, vedrete quanto rapidamente aprirete il portafoglio e collocherete il cd nello scaffale insieme ai vostri ascolti preferiti. Adesso però mi dirigo verso il frigo, prendo un'altra birra e premo nuovamente «play»; se voi non l'aveste ancora fatto, affrettatevi!

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