MANDIBULA – Sacrificial Metal Of Death

MANDIBULA – Sacrificial Metal Of Death

Informazioni
Gruppo: Mandibula
Titolo: Sacrificial Metal Of Death
Anno: 2012
Provenienza: Portogallo
Etichetta: Ethereal Sound Works
Contatti: myspace.com/mandibula666
Autore: Mourning

Tracklist
1. Introducao
2. Cães Da Morte
3. Negros Cascos Sobre O Trono Da Terra
4. Flagelação
5. O Carrasco
6. Rios De Sangue
7. Arauto Da Dor
8. Coroa Negra Dos Infernos
9. Orgia No Necroterio

DURATA: 55:12

Il progetto portoghese Mandibula guidato dall’omonimo artista e unico membro in line-up aveva prodotto il suo primo lavoro nel 2010, un simbolico cd-r dal titolo “Sacrificial Metal Of Death”, questo stesso lavoro viene oggi ristampato in formato professionale dalla label connazionale Ethereal Sound Works.
Il sound e l’iconografia sono classicamente anni Ottanta e legati al filone proto-black, parliamo di quella schiera di band sudamericane come Sarcófago, Vulcano, Holocausto, alla quale si aggiungono le europee Hellhammer, Bathory e ciò che fu il fiorire del thrash teutonico con i Sodom e Kreator in testa, impossibile inoltre escludere un po’ di punk e hardcore a infoltire la proposta che vista così e con questa sequela di nomi dovrebbe far ribaltare il cassettino del lettore dalla frenetica voglia d’averlo “dentro”, in realtà le cose non stanno proprio così.
La musica contenuta nei pezzi incarna quello spirito, così come “l’uh” alla Tom G. Warrior di “O Carrasco”, le atmosfere cupe, le ritmiche pesanti e mai troppo complesse, le chitarre scure e sepolcrali chiaramente invitanti per coloro che cercano anche odiernamente dischi di questo stampo e non posso neanche dire che i brani siano brutti, in fin dei conti “Cães Da Morte”, “Flagelação” o “Coroa Negra Dos Infernos” sono ciò che pretendi risuoni nelle casse dopo quello sfoggio esagerato di nomi.
Va sottolineato però che un po’ di velocità in più in qualche frangente e una serie di riff più taglienti non mi sarebbero dispiaciuti, soprattutto dopo uno stop atmosferico di quattro minuti imposto da “Rios De Sangue” e incentrato su un ritualismo di stile ambient/drone al quale succede la malevola ma sin troppo pachidermica “Arauto Da Sor”; un cambio di marcia non avrebbe guastato, diciamo che Mandibula ci ha pensato tardivamente, vivacizzando la canzone soltanto sul finire.
Intendiamoci, non c’è nulla di veramente sbagliato in “Sacrificial Metal Of Death”, la domanda che mi pongo è questa: perché dovrei scegliere di comprare un disco simile essendo già in possesso degli album che hanno dato vita a questo tipo di filone? Non ritengo l’acquisto fra quelli prioritari e probabilmente lo consiglierei esclusivamente agli accaniti “followers” dell’old school marcio e privo di fronzoli.

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