MANDRAKE (DEU) – Innocence Weakness

MANDRAKE (DEU) – Innocence Weakness

Informazioni
Gruppo: Mandrake
Anno: 2010
Etichetta: Greyfall
Autore: Mourning

Tracklist
1. Prelude
2. A Secret To Reveal
3. Save Us From Ourselves
4. A Serenade To The Sea
5. Among The Demons
6. Innocence
7. Autumn Infinity
8. Coma
9. Indignation
10. Existence
11. Silhouette
12. Weakness

DURATA: 50:12

MANDRAKE (DEU) - Innocence Weakness La band tedesca Mandrake ha da poco pubblicato “Innocence Weakness” suo quinto disco, attiva ormai da oltre un decennio sul versante gothic female fronted, si è sempre distinta per una sobrietà che poco appartiene, ahimé, allo stile.
Se è vero che le formazioni più in voga del genere come gli Epica ci regalano quel power con i chitarroni passandolo per altro e puntano oltre alle qualità prettamente musicali soprattutto sull’avvenenza on stage delle proprie cantanti, i Mandrake si sono da sempre distinti per un approccio decisamente più soft.
I risultati sono stati altalenanti ma era sempre possibile trovare qualcosa di gradevole nelle loro release, è il caso anche di questo nuovo album.
Da notare intanto come non punti su tempi sparati, né su un cantato forzatamente acuto o lirico ma sia molto più casereccio e genuino, un approccio più dolce e con il ritorno del growl maschile, assente quasi del tutto nel precedente “Mary Celeste”.
I toni rimangono per lo più scuri e approcciano il genere con una dose di melodia melanconica sì dolciastra alle volte, sì sdolcinata e fruibile ma priva di quell’happy stile che certi, ehm, loro colleghi degni di star su Mtv (e non è un complimento) hanno inserito pretestuosamente nel gothic.
L’atmosfera e l’intimità della loro proposta si realizzano al meglio nelle tracce strumentali “Prelude”, “Innocence” e “Weakness” mentre l’alternarsi delle vocalità growl/clean e il riffing si inquadrano trovando soluzioni valide in brani come “Among The Demons”, “Autumn Infinity” e “A Serenade To Sea”, il titolo di quest’ultima non potrebbe esser più indovinato visto che si poggia lieve come una carezza.
C’è una sorta di omogeneità complessiva che non fa decollare del tutto la prova appiattendone il valore e portando quindi istintivamente a puntare solo su alcuni episodi, questo fa sì che “Innocence Weakness”, seppur goda di una discreta prestazione sia dal punto di vista strumentale, sia da quello vocale, non vada oltre una sufficienza, relegandosi a disco consigliabile come ascolto solo agli appassionati del genere.
E’ quindi a loro che mi rivolgo, se avete già avuto la possibilità d’incrociarli e vi son piaciuti non ne rimarrete delusi, in caso contrario vi troverete davanti a un platter con spunti piacevoli ma che non vi cambierà la vita.

Facebook Comments