MANTAS – Death By Metal

 
Gruppo: Mantas
Titolo:  Death By Metal
Anno: 2012
Provenienza:   Stati Uniti
Etichetta: Relapse Records
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TRACKLIST

  1. Legion Of Doom ["Death By Metal" demo version 1]
  2. Evil Dead ["Death By Metal" demo version 1]
  3. Mantas ["Death By Metal" demo version 1]
  4. Death By Metal ["Death By Metal" demo version 1]
  5. Power Of Darkness ["Death By Metal" demo version 1]
  6. Legion Of Doom ["Death By Metal" demo version 2]
  7. Power Of Darkness ["Death By Metal" demo version 2]
  8. Death By Metal ["Death By Metal" demo version 2]
  9. Evil Dead ["Death By Metal" demo version 2]
  10. Legion Of Doom [rehearsal early 1984]
  11. Mantas [rehearsal early 1984]
  12. Death By Metal [rehearsal early 1984]
  13. Evil Dead (rehearsal early 1984)
  14. Rise Of Satan (rehearsal early 1984)
DURATA: 46:08
 

Chuck Schuldiner, Mantas, Death… questi termini sono saldati perfettamente fra loro e, finché qualcuno parlerà di metal, saranno parte di una grande storia evolutiva che, chi potrebbe negarlo, ha influenzato musicisti allora come vi riesce ancora oggi. Per un decennio le prime registrazioni dei Mantas sono state conservate gelosamente dalla madre di Chuck che non ha mai voluto condividerle col pubblico. La Relapse ora ci offre un disco contenente la raccolta di diverse tracce dell’epoca.

Permettiamoci il lusso di tornare un poco a ritroso nel tempo, diciamo a meno di trent’anni fa in Florida… Kam Lee non era ancora amico del metal e si dedicava piuttosto al punk americano degli Anni Settanta. Come oggi ci si passa l’Ipod per scoprire gruppi e canzoni nuove, allora si portavano a scuola i proprî vinili per mostrarli ai compagni. Tramite queste "riunioni", Kam conobbe un ragazzo di nome Rick Rozz che gli chiese di suonare con lui. Dopo un primo rifiuto i due si trovarono poco più tardi nel garage di un giovane chitarrista che frequentava un’altra scuola. Il suo nome era Chuck Schuldiner; egli è ancora oggi considerato come un corifeo del death.

La confezione della mia versione, di lusso, con due CD, è prodotta in cartone ruvido e grezzo che non dà per nulla la sensazione di moderno, il libretto di dodici pagine contiene qualche testo informativo redatto da Rick Rozz e Ian Christe (un famoso critico musicale), alcune immagini tratte dalla copertina originale, l’estratto di una recensione e qualche foto. Il carattere usato è naturalmente quello di una macchina per scrivere meccanica. L’offerta è grezza e, seppure le tracce siano ripulite e il volume sia stato aumentato un poco, resta fedele allo spirito dell’epoca. Non aspettatevi delle registrazioni hi-fi o rimasterizzazioni astronomicamente raffinate. Abbandonatevi al piacere di ascoltare delle testimonianze risalenti al tempo in cui il death metal compieva i suoi primissimi passi.

Questa collezione è d’obbligo non solo per gli amanti dei Death ma anche per tutti quelli cui interessa la storia del genere.

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