MANTHRA DEI – Manthra Dei

 
Gruppo: Manthra Dei
Titolo:  Manthra Dei
Anno: 2013
Provenienza:   Italia
Etichetta: Acid Cosmonaut Records
Contatti: Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Stone Face
  2. Xolotl
  3. Legendary Lamb
  4. Urjammer
  5. Blue Phantom
  6. Stone Face (Acoustic Reprise)
DURATA: 51:20
 

Nonostante l'associazione con la nostrana Acid Cosmonaut Records, non avevo un'idea precisa di cosa avrei potuto ascoltare nel debutto dei Manthra Dei: il foglietto informativo allegato al disco parlava di una mistura omogenea e difficilmente catalogabile di diversi stili. Sebbene frasi di questo tipo siano spesso poco più che i proverbiali specchietti per allodole, stavolta ho dovuto credere a quanto scritto: la prima omonima uscita ufficiale del quartetto bresciano è enormemente sfaccettata, ispirata e ricolma di personalità.

I cardini della proposta (nonché le più complete dimostrazioni di abilità) si possono rintracciare in pezzi come "Stone Face" e "Blue Phantom", lunghe digressioni che uniscono alla perfezione tutte le lezioni musicali assimilate dai Nostri. La migliore influenza derivante dagli Ozric Tentacles si unisce con l'intramontabile attitudine "astrale" degli Hawkwind, l'infinito estro compositivo dei King Crimson amoreggia con rade spruzzate Black Sabbath, certa scuola progressiva italiana si accoppia con la più pura psichedelia degli anni Settanta: ciò che otteniamo da tale impasto è un impegnativo viaggio mentale tra galassie sconosciute che esploriamo a bordo di unicorni verde acido strafatti di peyote.

Tracce come "Xolotl" e "Legendary Lamb" (quest'ultima contenente le uniche presenze vocali del disco) invece, tra dinamiche cavalcate Stoner e orgasmiche intelaiature di hammond, ricordano un po' le atmosfere retrò evocate dai Blood Ceremony; il tutto viene però spogliato del misticismo della formazione canadese e rivestito con una dose esponenziale di perdizione vintage. L'equilibrio magnetico ricreato ha come ingredienti principali le scie classiche derivanti da un'ipotetica jam session tra Pink Floyd, Deep Purple, Colour Haze, Nebula e chissà chi altro. Ciliegina sulla torta: "Urjammer", composizione per solo organo che non sfigurerebbe affatto come colonna sonora di un qualche film horror ambientato in Transilvania.

La formula dei Manthra Dei è semplice, ma maledettamente efficace, vibrante e di sicuro interesse per chiunque sia solito seguire assiduamente il lato più psichedelico della musica. I ragazzi dimostrano un talento che può seriamente rischiare di competere con i pesi massimi del genere e "Manthra Dei" è un prodotto da ascoltare, da consumare e dalle cui spire lisergiche lasciarsi avvolgere. Che il trip abbia inizio!

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Un pensiero riguardo “MANTHRA DEI – Manthra Dei

  • 10 Gennaio 2014 in 17:18
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