MARDUK – Nightwing

 
Gruppo: Marduk
Titolo:  Nightwing
Anno: 1998
Provenienza: Svezia
Etichetta: Osmose Productions
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TRACKLIST

  1. Preludium
  2. Bloodtide (XXX)
  3. Of Hells Fire
  4. Slay The Nazarene
  5. Nightwing
  6. Dreams Of Blood And Iron
  7. Dracole Wayda
  8. Kaziklu Bey – The Lord Impaler
  9. Deme Quaden Thyrane
  10. Anno Domini 1476
DURATA: 47:27
 

Non è per niente inusuale, soprattutto fra ascoltatori molto giovani e inesperti, imbattersi in affermazioni del tipo: Non male i Marduk, i loro pezzi sono delle assolute fucilate, peccato che siano tutti quanti uguali e pieni delle stesse bestemmie! Argh! Eresia! La causa di questa incauta affermazione va ricercata nel successo di un disco come "Panzer Division Marduk", in cui Morgan e soci portarono al parossismo la furia sprigionata dal fuoco (dei cannoni). Molti però dimenticano che questo album rientrava in una trilogia, tributo a "Blood Fire Death" dei Bathory e seguiva quello che ritengo essere il picco massimo della carriera degli svedesi, vale a dire "Nightwing".

Diviso in due capitoli distinti musicalmente e concettualmente, "Dictionnaire Infernal" e "The Warlord Of Wallachia", affronta il capitolo della trilogia dedicato al sangue, sviscerando oltre alle classiche tematiche anticristiane e blasfeme, anche un concept su Vlad Tepes Dracul III detto l'Impalatore, personaggio storico realmente esistito temuto da Cristiani, Musulmani e Rumeni per la propria spietatezza, tanto da essere definito da Legion nel testo di "Dracole Wayda":

«A servant of god in league with Satan
A christian crusader who made the angels cry
A defender of moral and faith with nature bread by hellspawn
As driven by demonforces his army the muslims and christians defy

La prima metà del disco è contrassegnata da autentiche bordate swedish black, ora più secche e dirette come l'ultrablasfema "Slay The Nazarene", ora più elaborate e dinamiche, ma sempre devastanti, come "Bloodtide (XXX)", contrassegnate tutte quante dall'ottimo lavoro dietro le pelli di Fredrik Andersson. In un crescendo continuo giunge poi "Nightwing", che dopo una breve introduzione dal tono misterioso esplode in tutta la sua furia e per merito di una composizione sempre incisiva ci regala sette minuti e mezzo di massacro.

Con l'avvento di "Dreams Of Iron And Blood" invece ha inizio il mini concept già citato: i ritmi si fanno cadenzati per lasciare spazio alla narrazione di Legion, il quale pur mantenendo inalterato il proprio timbro vocale si fa perfetto cantore della vita di Vlad Tepes III. La ricostruzione storica è dettagliata e precisa, la lettura dei testi ci permette di addentrarci nella terra di Transilvania e di seguire la scalata al potere del giovane principe sino al culmine di "Kaziklu Bey – The Lord Impaler": nuova terribile rasoiata che segna il bagno di sangue compiuto contro l'esercito turco del Sultano. Vlad, sovrano scaltro, intrepido e crudele, temuto da molti e noto per la pratica di impalare i propri nemici, può essere fermato soltanto con un tradimento, come narrato nelle conclusive "Deme Quaden Thyrane" (già nota perchè presente in "Opus Nocturne") e "Anno Domini 1476″.

Ci sono quindi almeno tre motivi per cui "Nightwing" è a mio avviso il top della produzione targata Marduk: in primis la qualità e varietà dei brani, che raggiungono livelli eccelsi, con un Morgan Håkansson ispiratissimo; il secondo punto a favore riguarda l'ottima prova complessiva del gruppo, con una sezione ritmica tellurica e un Legion a suo agio anche quando i tempi rallentano ed è l'atmosfera a prevalere; terza, ma non meno importante, infine è la bontà della realizzazione del mini concept, curato e interessante. In seguito non si ripeteranno più su questi livelli.

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