MARE COGNITUM / AUREOLE – Resonance: Crimson Void

 
Gruppo: Mare Cognitum / Aureole
Titolo: Resonance: Crimson Void
Anno: 2016
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Avantgarde Music
Contatti:

Mare Cognitum Facebook  Bandcamp

Aureole Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Mare Cognitum – Crimson Abyss: NGC 2237
  2. Mare Cognitum – Crimson Abyss: NGC 2238
  3. Aureole – Void Obsidian: NGC 2244
  4. Aureole – Void Obsidian: NGC 2246
DURATA: 41:08
 

Inizialmente ero titubante: per quanto io ami smodatamente tutto ciò che Jacob Buczarski ha pubblicato finora come Mare Cognitum (e in attesa di scrivere del nuovissimo "Luminiferous Aether", presto su questi schermi), il debutto del giovanissimo Markov Soroka, in arte Aureole, non mi aveva convinto appieno. Mi sono approcciato a "Resonance: Crimson Void" con fare guardingo, salvo poi lasciarmene coinvolgere strada facendo.

Quattro brani, i primi due firmati Mare Cognitum, gli altri Aureole, ciascuno dedicato a una differente porzione della Nebulosa Rosetta, all'interno della quale si svolge il viaggio musicale dei due autori, o meglio dei protagonisti della storia da questi raccontata all'interno dei quaranta minuti di musica. L'intero split ha infatti un approccio fortemente narrativo, che pesca a piene mani dal concept sviluppato da Aureole nel suo primo lavoro, "Alunar" (Fallen Empire e successivamente Avantgarde Music, 2014). "Resonance" ci racconta dell'incontro/scontro tra la Cittadella di Alunar e i segreti della Nebulosa, il cui culmine viene rappresentato nella splendida, bellissima e assolutamente meravigliosa illustrazione di copertina a opera di Adam Burke, in arte Nightjar.

Tutto questo avviene attraverso quattro brani di black metal cadenzato, intimista e dal forte orientamento melodico. Mare Cognitum offre un'azzeccata alternanza tra una traccia da quasi quindici minuti, a un passo non incalzante, e un più breve exploit dal ritmo decisamente più sostenuto e coinvolgente (leggi: "NGC 2238" è il brano migliore del lotto per distacco). Aureole, a sua volta, quasi flirta col drone nei primi minuti, per poi aggiungere via via strati di suono, tra chitarre, sintetizzatori e voci filtrate da qualche galassia più in là, offrendo una prova complessiva più che valida, segno di una forte maturazione in atto in questo ragazzo di appena ventun anni. Soroka sta crescendo bene, insomma, e sicuramente esperienze come la scrittura e registrazione nello studio di Buczarski, la Lunar Meadow, insieme al confronto artistico diretto che ne è sicuramente derivato, non possono che giovare alla sua formazione musicale.

Per gli amanti di questo filone, ormai imperante, e non solo per loro, "Resonance: Crimson Void" è un racconto che vale la pena di ascoltare.

Facebook Comments