MARE INFINITUM – Sea Of Infinity

 
Gruppo: Mare Infinitum
Titolo:  Sea Of Infinity
Anno: 2011
Provenienza:  Russia
Etichetta: Solitude Productions
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1.  In Absence We Dwell
  2. Sea Of Infinity
  3. Beholding The Unseen
  4. November Euphoria
  5. In The Name Of My Sin
DURATA: 54:45
 

A.K. iEzor ormai non si ferma più, continua a pubblicare dischi su dischi con i Comatose Vigil, Abstract Spirit o questa nuova creatura che lo vede in compagnia dell'ex Who Dies In Siberian Slush Homer, il russo ha un suo trademark che si porta dietro come una scia.

Nel doom/death sempre volutamente melodico del nostro, che sia più funereo o etereo l'andazzo poco sembra importare, l'atmosfera è e dev'essere l'arma prima e "Sea Of Infinity" nel bene quanto nel male paga dazio a questa conformità eccessiva del volere artistico del musicista in questione.

Però devo ammettere che è strano, perché dalle mie parole avrete sicuramente inteso che il mastermind fosse A.K. iEzor, invece la musica è composta per la sua integrità da Homer, che la vicinanza del collega più navigata abbia dominato sulle scelte prese? La risposta non so darvela, quello che mi duole dire è che il lavoro risulta essere troppo statico, inquadrato all'interno di un mondo fatto di schemi, dinamiche e proposizioni sentite e risentite. La cosa letta sotto il punto di vista di soluzioni coerenti con la natura dei personaggi in gioco non sarebbe neanche un male, se non fosse per dei brani pachidermicamente scolpiti da un guitarworking talmente classico per il genere da provocare un déjà vu nel déjà vu e un drumming pietrificato su scansioni ritmiche che si ripetono e ripetono prive di mordente, non riuscendo a scostarsi dai paletti o canoni stilistici neanche quando in soccorso giungono pianoforte, violino, la voce pulita maschile di Ivan Guskov o quella femminile di Eris, nessuno degli interventi sposta l'ago della bilancia né in positivo né in negativo.

"Sea Of Infinity" un disco neutro? Non saprei in quale altro modo definirlo, da un lato abbiamo delle canzoni come "November Euphoria" e "In The Name Of My Sin" formalmente ineccepibili, dall'altro una forma così "fedele" e "corretta" da evidenziare tratti di sterilità. Come uscirne? In tutta sincerità, un disco simile sarebbe adatto a chi è ancora vergine o quasi nei confronti di un panorama che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante in quanto a prolificità e qualità, però avendo davanti a me un ragazzo totalmente al di fuori di tali ascolti mi verrebbe in mente di suggerire il nome dei Mare Infinitum per fargli intraprendere la via? Direi proprio di no.

Coloro che sono costanti fruitori dell'ambito doom/death potranno dare una chance a "Sea Of Infinity" e trarne le proprie conclusioni, per ora non mi sento di andare più in là dell'affermare: buon compitino e avanti il prossimo.

Facebook Comments