MARIUS DANIELSEN – Legend Of Valley Doom Part 2

Gruppo:Marius Danielsen
Titolo:Legend Of Valley Doom Part 2
Anno:2018
Provenienza:Norvegia
Etichetta:Crime Records
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TRACKLIST

  1. King Thorgan’s Hymn
  2. Rise Of The Dark Empire
  3. Gates Of Eunomia
  4. Tower Of Knowledge
  5. Visions Of The Night
  6. Crystal Mountains
  7. By The Dragon’s Breath
  8. Under The Silver Moon
  9. Angel Of Light
  10. Princess Lariana’s Forest
  11. Temple Of The Ancient God
  12. We Stand Together
  13. Tower Of Knowledge [versione Vinnie Appice]
DURATA:78:07

Sono sempre attratto dai dischi corali: sarà colpa di Arjen Lucassen e dei suoi Ayreon, ma queste opere, ancora più se concept album, stuzzicano troppo la mia curiosità. Ecco perché ho voluto avvicinarmi al progetto chiamato Legend Of Valley Doom di Marius Danielsen: sarò sincero, non avevo la benché minima idea di chi potesse essere e, dopo aver recuperato la prima parte di questa saga, mi sono lanciato con piacere su questo Legend Of Valley Doom Part 2. Ammetto che il primo disco aveva generato in me una serie di aspettative, le quali purtroppo non sono state sufficientemente soddisfatte, perché il risultato finale non riesce a incidere come dovrebbe, nonostante sembri sempre uscito dai primi anni 2000.

Inutile negarne l’influenza, ma l’effetto Avantasia è fortemente presente nella produzione di Marius Danielsen, senza però essere plagiante. Legend Of Valley Doom Part 2 parte da presupposti totalmente diversi, molto meno sinfonici e prettamente power rispetto all’opera di Sammet, per quanto la struttura finale dei brani del tedesco sia più armonica. Il nuovo disco di Danielsen, invece, è molto più narrativo, anche fin troppo colloquiale in certi momenti. Un effetto che era presente anche nel primo capitolo, ma che nel suo risultare peculiare faceva apprezzare la storia. Legend Of Valley Doom Part 2 sembra piuttosto prendersi un po’ più sul serio, anche per via dell’ovvia maturità compositiva accumulata, tuttavia ciò che ne deriva è un disco che non riesce a offrire gli stessi picchi del precedente. Non è una bocciatura completa, sia chiaro, anche perché Danielsen ha radunato tutta una serie di nomi di una certa entità in ambito power metal, a partire da Mathias Blad (magnifica voce dei Falconer in “Tower Of Knowledge”), i nostrani Alessio Garavello e Michele Luppi (che offre una prestazione mostruosa su un brano mediocre quale “Temple Of The Ancient God”), i miei tanto mal sopportati Tim Ripper Owens e Michael Kiske, fino a Mark Boals e Blaze Bayley (che proprio non convince nella sua “By The Dragon’s Breath”). Insomma, non stiamo certo a parlare degli ultimi sprovveduti, e questo solo per rimanere in ambito vocale, visto che ogni brano prevede una formazione di musicisti di altrettante band più o meno famose del panorama. Eppure si tratta di uno dei tanti casi in cui la somma delle parti purtroppo non rispecchia il risultato finale, affetto da poca brillantezza compositiva e quella monotonia che tanto ci dispiace sentire affibbiata sistematicamente ai dischi power.

Per questo mi viene piuttosto difficile parlare di Legend Of Valley Doom Part 2: brani come l’ottimo “Crystal Mountains”, o il conclusivo “We Stand Together” (ripreso dal bellissimo pezzo omonimo del primo disco) mi fanno venire la curiosità di sapere come possa finire questa stramba saga, e chiaramente chi altro possa chiamare Danielsen. Dall’altro lato però la paura di ritrovarsi cantilene dal gusto di déjà-vu come “Visions Of The Night”, “Angel Of Light” (Kiske ormai non ce la fa più) o l’inutilmente lunga “Princess Lariana’s Forest” mi preoccupa e mi fa rimpiangere l’epicità del primo disco dove Artur Almeida la faceva da padrone, nonostante la buona prova dei fratelli Danielsen nel secondo capitolo. Il mio è un invito a riprovarci, magari valutando meglio le caratteristiche vocali dei partecipanti, oltre a cercare di comporre qualcosa di più complesso e calzante come è stato fatto per il primo disco della saga.

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