Marthe - Further In Evil | Aristocrazia Webzine

MARTHE – Further In Evil

Gruppo: Marthe
Titolo: Further In Evil
Anno: 2023
Provenienza: Italia
Etichetta: Southern Lord Recordings
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TRACKLIST

  1. I Ride Alone
  2. Death To You
  3. Further In Evil
  4. Victimized
  5. To Ruined Altars
  6. Sin In My Heart
DURATA: 43:26

Il metal è un genere che tende spesso a privilegiare una certa cura per arrangiamenti e tecnica strumentale, se non altro per velocità di esecuzione, e quando questa tendenza si mescola con l’approccio viscerale e dritto al punto caratteristico del punk i risultati sono spesso sorprendenti. Un chiaro esempio di questa interessante fusione è Marthe, progetto solista della bolognese Marzia che fin dall’intrigante debutto Sisters Of Darkness, datato 2019, aveva colpito per efficacia e onestà nel suo riprendere in chiave personale l’epopea dei Bathory del periodo viking, al rientro con immutata ispirazione e finalmente un album in piena regola sotto l’egida di Southern Lord Recordings.

Le prime note della opener “I Ride Alone” fugano ogni dubbio: la cifra stilistica di base di Marthe è sopravvissuta alla pandemia, mentre gli anni hanno portato consapevolezza e compattezza. Una trama fortemente debitrice del succitato Quorthon del periodo Hammerheart viene filtrata da tutto uno strato di influenze punk-hardcore, psichedelia, tanto doom e l’attitudine battagliera e DIY che contraddistingue Marzia in tutte le sue collaborazioni metal e non. Le canzoni sono tutte lunghe e dilatate, e puntano costantemente sulla semplicità a scapito di ogni complessità armonica e melodica, fermo restando che la tecnica strumentale viene comunque utilizzata alla bisogna, ma sempre con spartana efficienza. Rispetto al precedente EP di debutto, le parti vocali non sono più formate da strati su strati di sussurri distorti, presentando invece un preponderante screaming sofferto e volutamente sgraziato, intervallato da sezioni pulite ben interpretate — anni luce avanti rispetto alle omologhe del buon Quorthon dell’epoca.

Normalmente non mi sarei soffermato su un prodotto del genere, non essendo proprio nelle mie corde, ma Further In Evil colpisce nel segno come pochi altri: la desolazione nordica dei Bathory viene percepita attraverso una lente tinta di grigiume malinconico e con un’illuminazione da rituale in stile Candlemass, e Marthe è molto meno derivativa di quanto sembri nonostante il ricorrere dei riferimenti nel sound al maestro svedese. Degni di nota i testi, di livello sorprendentemente alto considerando l’impronta punk: partono dalla solitudine definitiva di “I Ride Alone” per immergersi in un turbine di rabbia sardonica, diretta anche verso noi stessi come in “Dead To You”, e il lucido e bruciante odio di “Victimized”, per sciogliersi nell’omaggio a Siouxsie And The Banshees e la loro “Sin In My Heart” perfettamente calata nel mood del disco. In generale permane la sensazione di Empowerment che traspare da ogni brano, anche il più depresso, in linea con lo spirito crust-hardcore e il grrl-power spesso propugnato dalla scena.

Further In Evil è un album molto più preciso di quanto appaia inizialmente, efficace dal primo ascolto ma avvincente al punto di farlo ripartire dall’inizio, e mi è capitato più di una volta. Marthe ha piazzato un colpo sorprendente e merita l’interesse di chiunque ascolti uno qualsiasi dei generi citati tra le influenze: in qualche modo ne riesce a riprendere gli spiriti e li alterna come un giocoliere.