MASSIVE SLAVERY – Global Enslavement

MASSIVE SLAVERY – Global Enslavement

 
Gruppo: Massive Slavery
Titolo:  Global Enslavement
Anno: 2010
Provenienza:   Canada
Etichetta: Maple Metal Records
Contatti:

Myspace  

 
TRACKLIST

  1. MediAssassiNation
  2. Shade Of Corruption
  3. Global Enslavement
  4. The Denial Of Man's Regression
  5. Destroy, Rebuild, Repeat…
  6. A Cold Interlude
  7. Wider We Open Our Eyes
  8. Pull The Plug On Modern Civilization
  9. Humanity's Last Hope…
  10. Generalized Cyberphobia
DURATA: 44:34
 

C'è una cosa che ho ormai ben chiara in testa: il deathcore misto melodeath ha inondato il mercato metal con risultati alle volte davvero ridicoli. Il Canada per fortuna è una di quelle nazioni che sembra fare delle pecche virtù anche in dei generi dove lo standard e il già sentito la fanno da padrone, è questo il caso del piacevole, anche se tutt'altro che innovativo, album di debutto dei Massive Slavery.

La formazione proveniente dal Quebec è decisamente meno monotona rispetto a tanti colleghi che s'impegnano nel rifilarci prove infarcite a dismisura d'inutili breakdown. Sarà il fatto che i musicisti all'interno della band hanno già esperienza all'attivo con band quali Descend Into Nothingness e Decrepity che son state di giovamento o l'influsso positivo proveniente dall'aria che si respira in quella scena nazionale, dato che in certi frangenti assomigliano ai Neuraxis meno prog e molto più calcatamente death, so solo che "Global Enslavement" è un bel dritto allo stomaco che non si fa troppi problemi nello sfoderare mazzate alle quali si alternano momenti lievemente più ricercati all'interno di una composizione non ancora fluidissima, ma quanto meno dinamicamente abbastanza varia.

La rappresentante migliore della commistione di approcci con cui il quartetto si presenta è "The Denial Of Man's Regression" che racchiude in sé furia, melodie orecchiabili e un discreto assolo, noterete più volte come le sonorità svedesi vengano a contatto con un riffato che tende a intricarsi evitando però di cadere nel marasma delle seghe mentali per onanisti del "guarda come suono bene" e un buon esempio di ciò è la traccia che dà titolo al disco "Global Enslavement". Vi sono poi attimi in cui il suono di facile fruibilità diviene dirompente come avviene in "Wilder We Open Our Eyes" e altri in cui si mantiene ancorato canonicamente a scelte stilistiche conosciute, ad esempio in "MediAssassiNation" e "Destroy, Rebuild, Repeat".

Quello che pone la band sopra alle media, seppur di poco, è il proporre con qualità soluzioni del genere mostrando di possedere le credenziali tecniche e compositive per compiere un ulteriore passo in avanti positivo in un prossimo futuro, inoltre hanno un cantante che vuole fare la differenza, Jonathan non si risparmia di certo dietro il microfono, deve però provare a impostare linee che siano a tratti meno standard anche se in un caso come "Pull The Plug On Modern Civilization" calzano a pennello sull'ondata di violenza che sprigiona.

Con una produzione pulita e curata da parte di Yannick St-Amand, mente che ha collaborato ai lavori di gente come Beneath The Massacre, Despised Icon e Neuraxis, "Global Enslavement" è sì un'uscita che potrà interessare soprattutto chi segue la scia del metal più moderno, ma che data la sua espressività forte e dei testi impegnati socialmente potrebbe far breccia anche in chi è attento non solo all'aspetto musicale. Per i Massive Slavery è buona la prima, vediamo cosa ci sapranno riservare a venire, intanto a voi il piacere d'ascoltare "Global Enslavement".

Facebook Comments