MASTERSTROKE – Broken

 
Gruppo: Masterstroke
Titolo:  Broken
Anno: 2013
Provenienza:   Finlandia
Etichetta: Dynamic Arts Records
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TRACKLIST

  1. The Eye
  2. I Condemn You
  3. Seed Of Chaos
  4. Broken
  5. As We Crawl
  6. Reborn In Flames
  7. My Last Day
  8. Before The End
DURATA: 35:30
 

La realtà finnica dei Masterstroke per un motivo o l'altro non è sinora riuscita a dimostrare il proprio valore, nonostante in oltre una decade vanti in discografia tre album ("Apocalypse" del 2006, "Sleep" del 2007 e "As Days Grow Darker" del 2009), preceduti da altrettanti demo ("Facing The Truth" del 2002, "Children Of The War" del 2003 e "Rainy Days" del 2004), e un dvd live intitolato "Masterstroke Live At YO". Ora torna a farsi viva con il quarto lavoro "Broken": i quattro anni d'assenza dalla scena avranno giovato?

Finalmente sembra si sia trovata una via da seguire, il power dall'atteggiamento progressivo, fornito anche di frizioni al limite col thrash in alcune situazioni, adesso è sicuro e accattivante. La prestazione strumentale possiede quell'appeal e quella voglia che parevano mancare in passato, a causa dei ripetuti cliché spesso espressi in maniera sterile. Non è che stavolta i ragazzi inventino chissà cosa, tuttavia il songwriting è ben più fluido, la prova vocale di Niko Rauhala appassionata e ruvida quanto serve e l'apporto delle tastiere a opera di Jussi Kulomaa infoltisce gradevolmente le sezioni atmosferiche in brani quali "I Condemn You" e "Broken". Lo scatto in avanti insomma c'è stato.

I rimandi a Nevermore, Mercenary ed Evergrey disseminati qui e là non sono poi così celati, del resto è altrettanto vero che i Masterstroke hanno acquisito una piena coscienza delle proprie possibilità e sfoderano una forma canzone convincente sia nei frangenti più classici — come avviene in "Seed Of Chaos" e in "Reborn In Flames" (quest'ultima dai toni quasi epici) — sia quando le trame si fanno più intricate e scure, come nel caso di "As We Crawl" e "My Last Day".

I lati positivi si rivelano quindi molteplici e a quelli già elencati vanno sicuramente addizionate anche la più che discreta intensità creata dal comparto melodico e una durata complessiva del disco non troppo estesa, che permette ai pezzi di venire assimilati senza problemi, evitando quella maledetta voglia di strafare che ossessivamente sembra aver preso piede nel metal. Perché odiernamente si devono produrre dischi che a volte superano l'ora di musica, dato che il più delle volte ciò si rivela gambizzante?

Bentornati, è giusto asserire che questi finnici si sono rimessi in gioco con valide motivazioni a loro supporto e il risultato è un "Broken" che si fa ascoltare e riascoltare. L'album è dedicato a coloro che amano uno stile raffinato, ma che al tempo stesso non le manda a dire, se quindi negli anni passati avete avuto interesse per le uscite delle formazioni che lo hanno influenzato, dovreste quantomeno provare a farlo giungere al vostro orecchio. Il resto, ci fosse, verrà da sé.

 

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