MATALOBOS – Arte Macabro

 
Gruppo: Matalobos
Titolo: Arte Macabro
Anno: 2016
Provenienza: Messico
Etichetta: Concreto Records
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TRACKLIST

  1. Derelict
  2. Solitary Confinement
  3. Macabre
  4. Shiver
  5. Built By Souls
  6. 1,000 Days
DURATA: 41:43
 

Il Messico è entrato da qualche tempo nel mondo del metal con nomi di un certo livello nei campi più disparati, quindi non mi ha stupito più di tanto la scoperta dei Matalobos in sé. Tuttavia, il death-doom metal melodico non è necessariamente il primo genere che viene in mente quando si pensa alla musica estrema messicana, e in questo senso si è trattato di una sorpresa.

I Matalobos («Ammazzalupi» in spagnolo) sono un quintetto piuttosto giovane, fondato nel 2014 e con alle spalle un EP pubblicato in poche copie l'anno successivo. Ciò è bastato per suscitare l'interesse dell'etichetta locale Concreto Records, con cui hanno rilasciato il disco di debutto "Arte Macabro" nell'estate 2016. La copertina ci dà un'idea abbastanza precisa del decadimento fisico (e anche interiore) cui assisteremo in questo lavoro, mentre il logo della band fa bella mostra di sé in alto.

Iniziamo con il dire che i cinque devono aver ascoltato discrete dosi di Novembers Doom, Daylight Dies e altri progetti simili, riuscendo però a dare una propria impronta a questo particolare sottogenere che sembra stia vivendo un rinnovato interesse negli ultimi anni (come avevamo visto ad esempio con i Marianas Rest). Si parte con la solida "Derelict", che indica perfettamente la via seguita dai Matalobos, con il cantato di Dante molto efficace sia in growl che in pulito, e le riuscite linee di chitarra a opera di Eduardo e Germán che si spostano agevolmente dai territori acustici a quelli distorti e viceversa.

"Arte Macabro" è un disco realizzato con competenza e che non cerca di strafare, sei pezzi ben preparati e messi insieme in cui non mancano momenti meno spiccatamente melodici (come in "Macabre", con il suo riff lento e ossessivo). In generale, come ascoltatori restiamo sull'attenti per sentire che cosa i Matalobos abbiano in serbo per noi nell'arco dei quaranta minuti, dato che c'è sempre una qualche sorpresa in arrivo, proprio come il cambio di ritmo nella parte finale della stessa "Macabre", o l'inizio acustico di "Shiver" (per dirne due).

I Matalobos lo scorso anno hanno raccolto molti consensi in giro per il continente americano e non solo, chiaramente anche qui su Aristocrazia Webzine siamo curiosi di scoprire quale sarà in futuro la direzione intrapresa dal quintetto originario della metropoli di León.

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