MAUGRIM / THŌ – A Premature Slaughter, In An Age Of Torment / Nothing, Bare / Frail

 
Gruppo: Maugrim / Thō
Titolo:  A Premature Slaughter, In An Age Of Torment / Nothing, Bare / Frail
Anno: 2012
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Swampkult Productions
Contatti:

 Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST A PREMATURE SLAUGHTER…

  1. In The Depths, Decaying At Sea
  2. A Premature Slaughter, In An Age Of Torment
  3. Beneath The Pillars, I Seek Rest
  4. This Is My Coffin, My Place Of Rest

TRACKLIST NOTHING, BARE / FRAIL

  1. Maugrim – Nothing, Bare
  2. Maugrim – An Endless Shiver
  3. Maugrim – Isolate Me
  4. Maugrim – Damned To Wander
  5. Maugrim – Lethargic Choir
  6. Thō – Frail
  7. Thō – Untitled
DURATA: 16:55 / 28:03
 

Recensione doppia per ospitare per la prima volta sulle nostre pagine il gruppo statunitense Maugrim e il progetto (molto) secondario Thō. Partiamo dalle presentazioni: i Maugrim constano di tre membri: il fondatore, cantante e addetto alla chitarra acustica Alexander James, il polistrumentista Élan O'Neal che lo segue dal 2010 e il chitarrista Elisha Mullins, il cui ingresso è stato ufficializzato da pochissimo. Nell'EP "A Premature Slaughter…" infatti, pubblicato solo lo scorso settembre per quanto le registrazioni risalgano a "una fredda notte autunnale nel New England, 2010", figurava solamente come sessionist sulla titletrack e nei ringraziamenti di fondo.

Dal 2008, anno di inizio dei lavori sotto forma di one man band, la grande rete ci dice (perché come sempre riuscire a ricostruire il background di un progetto black è un'impresa degna di un eroe greco) che il percorso intrapreso ha subìto diverse deviazioni, se non vere e proprie rivoluzioni: partendo dal nome del lupo di Narnia, James diede vita a un progetto black-ambient filocristiano, ideologia presto abbandonata in favore di un filone tematico e musicale più classico, quello del depressive black metal. Gli inserti atmosferici sono rimasti, ma l'attuale proposta del gruppo è pienamente ascrivibile alla "solita" scuola post-burzumiana o, per rimanere dall'altra parte dell'oceano, di derivazione Xasthur, unita ai già citati inserti atmosferici e ad uno screaming selvaggio, così selvaggio da far (quasi) impallidire gli Sterbend e richiamando le ormai rare incursioni vocali in terre estreme dell'abusato Neige. L'evoluzione che si riscontra tra l'EP e lo split è notevole: il primo come detto risalente al 2010, ma pubblicato addirittura qualche mese dopo "Nothing, Bare", suona molto grezzo, acerbo e meno convinto. 

Un po' un cartello di lavori in corso, che lascia alla batteria suoni ovattati (e una doppia cassa inascoltabile), alle chitarre dei volumi poco consoni e alla voce una presenza fumosa, non lacerante e dilaniante come è invece resa in "Nothing, Bare". Quest'ultimo è infatti più curato a livello di produzione, più emotivamente coinvolgente, verrebbe da dire più consapevole. È un piacevolissimo esempio di depressive black suonato da giovani già perfettamente a loro agio con questa proposta, che in un lasso di tempo molto breve hanno fatto passi da gigante. Abbandonate le velleità acustiche strumentali del passato ("Beneath The Pillars, I Seek Rest") e concentratisi maggiormente sul corpus aggressivo della propria musica, mantenendo ben salde le coordinate di disperazione, agonia, sofferenza profonda e straziante, se continuassero su questa strada i ragazzi potrebbero diventare a buon diritto un nome pronunciato spesso, negli anni a venire.

E i Thō? Tutta 'sta pappardella sui Maugrim e sui loro brani, ma i Thō? Non me li sono scordati, è che c'è davvero poco da dire. Sono un side-project di James, di Garry Brent dei Cara Neir e dello sconosciuto ed insondabile Vandor, ciascuno residente in un diverso stato degli USA, vengono creati con intenti blackgaze, di cui per ora non abbiamo modo di confutare la riuscita. L'apporto della formazione allo split si riduce infatti a sette minuti scarsi, di cui la seconda metà costituente una "traccia fantasma" che altri non è che la stessa "Frail" "filtrata" con field recordings e sintetizzatore a fungere da outro.

Per quanto riguarda il brano in sé, invece, unico brandello di esistenza registrata del gruppo, che oltre alla presente non ha alcuna uscita all'attivo, si tratta di un componimento effettivamente tendente al "-gaze", seppur ancora ben radicato nel black da cui arrivano due dei tre membri, ma è decisamente poco per potervi dedicare più di una frase.

Facebook Comments