MECHANIX (DEU) – Sonic Point Blanck

MECHANIX (DEU) – Sonic Point Blanck

Informazioni
Gruppo: Mechanix
Anno: 2010
Etichetta: Witches Brew
Contatti: www.myspace.com/mechanixworldwide
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro (Sonic Point Blank)
2. Next To You
3. Collateral Damage
4. Skarface
5. Point of No Return
6. Hollow
7. My Style
8. Crippled
9. Dies Ira
10. The Axe-Files

DURATA: 34:49

Quando ho inserito per la prima volta “Sonic Point Blank” nel mio stereo, oltre all’aver vissuto in automatico un salto nel passato di oltre un ventennio, mi sono chiesto se non fossero i Megadeth sotto mentite spoglie a suonare.
Sono davvero tante le somiglianze nel sound e nel cantato di Wolf Reinish (anche chitarrista ritmico e solista) con la band di Mustaine.
Che il monicker Mechanix fosse ispirato dai ‘Deth e dalla loro song inserita nella pietra miliare avente per titolo “Killing Is My Business… And Business Is Good!” poteva starci, entrando nel vivo delle tracce però si vede come la possibilità di sfruttare un range vocale “similare” a quello del papero più famoso del metal (ammettiamolo, a volte sembra starnazzare ma a chi non piace?), supportato da basi che affondano le radici in un thrash metal dai tratti melodici che riesce a inserire anche evidenti richiami al punk e all’hardcore primordiale del periodo, dia vita a una prova classica fino al midollo.
Non è di una formazione di ragazzini alle prime armi che scrivo, attivi ormai da tre lustri e con demo, un paio di ep e un debutto alle spalle, la via intrapresa è quella evidentemente scelta, non si può negare che le tracce siano effettivamente figlie di quello che fu il percorso musicale che gli americani interruppero vent’anni or sono con “Rust In Peace” con la decisione di virare ancor più in direzione di un approccio catchy e affinato, motore dei successivi “Countdown To Extinction” e “Youthanasia”.
I Mechanix fortunatamente non si limitano a fiancheggiarne l’operato ma ci mettono del loro donandoci canzoni come “Point Of No Return” il cui svolgere diviene interessante per l’intreccio melodico e per una ridondanza mediorientaleggiante che ne diviene parte integrante o ancora una “Hollow” dai toni scuri che attende solo l’attimo giusto per esplodere e quando lo fa, il botto che ne vien fuori si sente eccome.
Certo è che in veramente molte occasioni da “Collateral Damage” a “Crippled”, da “My Style” a “Dies Ira” così come nella conclusiva “The Axe-Files” con quella voce e per come sono impostate le linee, non si può non immaginare Mustaine dietro il microfono.
Devo ammettere che mi è passato più volte in testa pari a un flashback il finale di “Holy Wars” in cui Dave si lancia in quel fantastico “Mercy Killings”, quelle note hanno fatto riaffiorare quella frase a galla con prepotenza, una seduta spiritica capace di evocare e ridarci indietro un chitarrista meno sconclusionato e trendy di quello odierno? Magari.
E’ un album vecchia scuola che fra sferragliate concitate e qualche assolo riesce a trovare il tempo per inserire la chitarra in clean, quell’animo “tenero”, se così vogliamo interpretarlo, che tante volte divenne parte integrante di brani storici segnandone il futuro ricordo.
“Sonic Point Blank” è thrash per gli innamorati del thrash, per quelli che non possono e non vogliono scrivere la parola fine a quel periodo d’oro che ha segnato gli Ottanta in modo così profondo da regalare a noi ascoltatori capolavori uno dietro l’altro.
Se non ne avete mai abbastanza di questo sound, se è questo il metal di cui avete un famelico bisogno, i Mechanix vi offrono dieci canzoni con cui poter assaporare ancora quelle sensazioni, sono ciò che state cercando.

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