MEFISTO – The Megalomania Puzzle

 
Gruppo: Mefisto
Titolo:  The Megalomania Puzzle
Anno: 2014
Provenienza:   Svezia
Etichetta: Vic Records
Contatti:

non disponibili

 
TRACKLIST

  1. Missing In Action
  2. Frost Of Inferno
  3. Betrayed Truth
  4. Act Dead
  5. Hunting High, Die
  6. The Puzzle
  7. Os Liberty
  8. Underground Circus
DURATA: 45:37
 

Molti, sentendo il termine "Death Metal" in relazione con la Svezia, vi citeranno nomi come Dark Tranquillity, Entombed e altri che hanno scritto capitoli storici all'inizio degli Anni Novanta. Se voleste continuare il discorso, tornando ancor più a ritroso nel tempo, allora sarete fortunati se qualcuno sussurrasse con rispetto: "Bathory". In quegli anni attorno al 1985 la scelta di gruppi rilevanti, o comunque reperibili attraverso i canali abituali, era limitata. Poche persone usavano già i termini "Death Metal" o "Black Metal", scaturiti dalle omonime canzoni, e il tono generale dei pezzi era solitamente grezzo. L'ambiente di quell'era permette di definire anche con il senno di poi come avanguardista la musica contenuta in due cassette demo uscite nel 1986 intitolate "Megalomania" e "The Puzzle". Queste registrazioni presentano un lavoro di chitarra curato e uno stile esecutivo difficilmente classificabile per quei tempi. I Mefisto erano stati fondati due anni prima con il nome Torment, ma dopo l'arrivo della geniale sei corde di Omar Ahmed i membri preferirono ribattezzarsi con un appellativo occulto legato al Faust.

Le due cassette sono state oggetto di culto nel sottosuolo per tanti anni. La ristampa del 1996, intitolata "The Truth", si trova raramente sul mercato ed è dunque per me una gioia che la Vic Records si sia presa cura di ristampare il materiale originale. Il libercolo è magro, ma esaustivo: contiene una valutazione di Metalion (Slayer Magazine) e l'intervista con Robert Granath, membro fondatore dello storico trio.

La breve e cupa introduzione di "Megalomania" è l'avvertimento per un assalto al fulmicotone che — detto tra parentesi — ricorda a tratti le note dei Messiah, contemporanei svizzeri. Durante l'ascolto scoprirete influenze di tanti artisti estremi (in senso ampio) dell'epoca. La grande differenza è — e qui mi ripeto — che le strutture sono più complesse e le ritmiche maggiormente curate. I ragazzi sapevano come produrre atmosfere, combinando le brutali composizioni di Omar con, ad esempio, giochi di voce. "The Puzzle", apparso poco tempo dopo, mostra un grande balzo di qualità. Le linee di chitarra sono più tecniche, più asciutte e il ruolo solista dello strumento è importante. Le canzoni hanno perso un poco di velocità, ma sono in compenso più grevi e davvero moderne per l'epoca. Il clou è secondo me il pezzo strumentale "Os Liberty", un'ode ai virtuosi della chitarra che apre la via all'ultima traccia di leggero sapore Metallica.

Il sorprendente e giovanissimo trio (non ancora maggiorenne) si sciolse presto, ma lasciò un'importante eredità che contribuì fondamentalmente alla creazione della scena estrema svedese. Mi resta solo da dire: acquistate.

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