Megalith Levitation / Dekonstruktor - Split

MEGALITH LEVITATION / DEKONSTRUKTOR – Split

Gruppo:Megalith Levitation / Dekonstruktor
Titolo:Split
Anno:2020
Provenienza:Russia
Etichetta:Aesthetic Death
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TRACKLIST

  1. Megalith Levitation – Opium Ceremony
  2. Megalith Levitation – Despair
  3. Dekonstruktor – Beheaded Horizon
  4. Dekonstruktor – Magma Pulse
DURATA:37:14

Sai neri, artwork in bicromia (all’interno del digipak c’è del rosso quasi arancio) con disegni letteralmente fuori di testa, cascate di bassi e atmosfere sulfuree con quei sentori radioattivi che solo la Russia. Un riassuntino doveroso per presentare questo split stoner-doom bello saturo, per non dire ciccione, diviso in modo equo fra Megalith Levitation e Dekonstruktor, entrambi provenienti dalla terra degli Zar, rispettivamente da Čeljabinsk e Mosca.

I primi sono attivi da quattro anni e hanno alle spalle il solo Acid Doom Rites (2019, Hyms Of Apocalypse), titolo e copertina più che negli standard del filone; l’abito fa il monaco in tutto e per tutto, in questo caso, perché sono sicuramente la band con l’approccio più ritualistico al genere, rispetto ai compagni di split. Diciannove minuti lenti, cerimoniali e pure un poco seriosi, che danno modo ai Megalith Levitation di sfoggiare il proprio stile intransigente e la propria cultura letteraria: il testo di “Despair” è una poesia dell’acmeista russo Nikolaj Stepanovič Gumilëv (già marito di Anna Achmatova nonché padre del loro figlio Lev), e vede il buon Lucifero regalare al poeta sei cavalli, uno dei quali chiamato proprio Disperazione, e un anello con rubino. Cose che meritano la giusta incarnazione musicale, e il terzetto di Čeljabinsk la confeziona con tutti i crismi.

Arriva quindi il turno dei Dekonstruktor, più orientati allo sludge rispetto ai colleghi e, per questo, anche più acidi e incazzosi; i moscoviti hanno alle spalle una carriera più lunga e pure un cambio di nome: dal 2009 al 2014 si chiamavano infatti The Moon Mistress. “Beheaded Horizon” è un viaggione ipnagogico di quelli che dopo ti svegli messo peggio di prima, magari con tre quarti di cervello fritto; i dieci minuti di “Magma Pulse” sembrano proprio il risultato della materia grigia liquefatta che cola dal naso di cui sopra, per quanto siano più che in linea con l’atmosfera generale del disco sanno un po’ troppo di riempitivo e scorrono via senza lasciarci granché nella memoria.

Nel complesso un bel lavoretto, questo split, con Aesthetic Death che offre un palcoscenico più ampio a due band sicuramente di nicchia, provenienti da una scena se possibile ancora più ignorata in Europa e nel resto del mondo. Non escludiamo di rivedere Megalith Levitation e Dekonstruktor su queste pagine, in futuro.

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