MEMORAIN – Seven Sacrifices

 
Gruppo: Memorain
Titolo:  Seven Sacrifices
Anno: 2013
Provenienza:   Grecia
Etichetta: Total Metal Records
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TRACKLIST

  1. A Stitch In Time
  2. Worlds Apart
  3. Course Correction
  4. Trust And Blood
  5. False Positive
  6. The Hour Of Death
  7. Seven Sacrifices
  8. Blind Spot
  9. Snow Falls
  10. Bad Wolf
  11. We All Fall Down
DURATA: 46:38
 

Gli ellenici Memorain potenzialmente potrebbero essere una buonissima band. Il quintetto ateniese è composto da elementi forniti sia di esperienza che qualità compositive ed espositive più che discrete, è attivo ormai da quasi tre lustri e con "Seven Sacrifices" ha realizzato la sua quinta uscita in studio. Ci si attendeva quindi un disco quantomeno capace di far smuovere le membra e far ruotare la testa senza freni, purtroppo non è stato così.

Pur riconoscendo a questi artisti una conoscenza e una gestione per nulla malvagia degli equilibri della miscela di dosi di thrash, speed e groove, i problemi non mancano e vengono a galla nel momento in cui la scaletta si rivela quasi monolitica nell'approccio: sostanzialmente gli schemi e le soluzioni elaborate per garantire spinta e presa ai pezzi si ripetono con un'eccessiva frequenza, con il risultato di produrre attimi di stasi, e addirittura fastidio, nella più lenta e fuori posto "Snow Falls". Lo stesso discorso vale per l'impostazione metrica grezza utilizzata dalla voce di Andreas Boutous, melodica e in parte accattivante almeno nei ritornelli.

Eppure i Memorain quando decidono di indiavolarsi, aumentando notevolmente il passo della traccia, riescono a dire la loro e sia con "The Hour Of Death" che "Blindspot" chiariscono tale concetto. I chitarristi sono efficaci nell'inserire al momento giusto le divagazioni solistiche, interpretate con gusto e passione sia dal chitarrista titolare Jason Mercury che dagli ospiti di lusso Jed Simon (Zimmers Hole, Strapping Young Lad e Armoros) in "Trust And Blood" e Michael Gilbert (Flotsam & Jetsam) in "We All Fall Down", mentre in "Seven Sacrificies" si avvalgono dell'apporto di Mr. Dave Ellefson al basso per arricchirne i valori semplici, ma gradevoli. Se tutto ciò da un lato potrebbe pure bastare a coprire le mancanze sinora citate, tanto da assicurarsi così una comoda sufficienza, dall'altro invece non fa che evidenziare il potenziale in possesso dei greci e il fatto che avrebbero potuto creare qualcosa di ben più interessante, articolando maggiormente la loro composizione.

Tirando le somme, "Seven Sacrifices" è un lavoro diretto, schietto e godibile, un album al quale non si dovrebbe negare l'occasione di farvi compagnia, tuttavia al momento dubito che i Memorain riescano a essere più di una presenza estemporanea all'interno delle vostre giornate.

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