MEMORY DRIVEN – Animus | Aristocrazia Webzine

MEMORY DRIVEN – Animus

Informazioni
Gruppo: Memory Driven
Titolo: Animus
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: I Hate Records
Contatti: www.myspace.com/memorydrivendoom
Autore: Mourning

Tracklist
1. Empty Gesture
2. Die To Breed
3. So It Seems
4. Ava’s Song
5. These Aren’t The Chords You’re Looking For
6. A Tempt
7. Group Departure
8. Black Light
9. Unveiled

DURATA: 53:47

Rientro in scena anche per i Memory Driven, la formazione di Oklahoma City dopo aver debuttato due anni fa con “Relative Obscurity”, forte ancora una volta del supporto della svedese I Hate, pubblica il secondo capitolo “Animus”.
Nessun cambio in line-up e la stabilità ha portato con sè i frutti del duro lavoro, la band capitanata dall’ex cantante di Revelation e Place Of Skulls Dennis Cornelius è di quelle che fanno pesare la coralità d’intento, la si percepisce vividamente all’interno del platter, ogni singolo strumento è al proprio posto, ogni singola prestazione calibrata in modo da rendere la propria partecipazione importante, indicativa è la prova di Tim Mansfield fantastico nei momenti più groovy e nell’uso espresso dei cimbali.
Cos’è “Animus”? Un album di doom metal/rock/progressivo, tutte le categorie citate vengono esaminate e prese in considerazione dai quattro divenendo componenti delle tracce del platter: le cadenze lente, ossessive spesso tinte di malinconia caratteristiche del “destino metallico”, una palese vena made in Seattle casa Alice In Chains sia nelle note che nel cantato di Dennis e un lato simil-opethiano che svagatamente di tanto in tanto si presenta.
La formula non è di quelle complicate né tantomeno innovative, dalla loro parte i Memory Driven hanno una vena compositiva particolarmente ispirata, i pezzi sono fluidi, in più di una circostanza piacevolmente affetti da una carica di pathos avvolgente, riescono nel rendere quasi un’ora di musica talmente “leggera” pur avendo ritmicamente spesso inserita una “marcia bassa”, ad eccezione infatti dello strumentale “These Aren’t The Chords You’re Looking For”, il disco si muove su cadenze impermeate da quell’aura grigiastra nineties che non desiderano cambi di passo considerevoli in termini di velocità.
“Animus” è un album particolarmente introspettivo ed emotivo in cui le influenze che lo attraversano si amalgamano in maniera splendida, non vi è un cosiddetto “filler” in quanto ogni canzone compie il proprio dovere nell’attimo in cui viene chiamata in causa, potrei quindi consigliarvi come hit “Die To Breed” e “Group Departure” e chissà magari verrei subito smentito dal primo dei lettori, perché? Perché qui la scelta è difficile.
Ci sarebbe anche la traccia nascosta, “Unveiled” collassa, un paio di minuti di silenzio e poi… lo lascerò scoprire a voi, che piacere c’è a togliervi il gusto della sorpresa?
I Memory Driven sono decisamente maturi, preparati e capaci di offrire musica che possieda qualità senza cadere forzatamente in ripetuti deja-vù, una ventata di freschezza non fa mai male, con “Animus” vi donano la loro, accoglietela.