Mesarthim - CLG J02182 - 0512 | Aristocrazia Webzine

MESARTHIM – CLG J02182 – 05102

Gruppo: Mesarthim
Titolo: CLG J02182 – 0512
Anno: 2021
Provenienza: Australia
Etichetta: Avantgarde Music
Contatti: Facebook  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. A Generation Of Star Birth Part 1
  2. Infinite Density
  3. Tidal Warping
  4. Nucleation Seed
  5. A Manipulation Of Numbers Part 2 (Vacuum Decay)
  6. A Generation Of Star Birth Part 2
DURATA: 29:04

Stare dietro alle nuove uscite dell’anno, ma anche degli anni, è complesso; correre appresso a quelle dei Mesarthim pure di più. Il duo australiano è estremamente prolifico, tant’è che nel 2021 ha pubblicato un EP, un set di cassette e il qui presente album CLG J02182 – 0512 nel mese di luglio, edito da Avantgarde Music in vinile e CD appena quattro mesi fa.

I Mesarthim continuano imperterriti a esplorare il cosmo, un luogo tanto sconfinato quanto misterioso, più o meno come lo stesso CLG J02182 – 0512 che ho tra le mani: libretto assente, foto di copertina con crediti che vanno direttamente alla NASA, design piuttosto minimale ma d’effetto. Così come per l’EP Vacuum Solution, le informazioni in nostro possesso sono poche. Possiamo giusto dire che il titolo fa riferimento al nome dato dagli studiosi al grappolo di galassie più antico e distante mai osservato finora: una creatura lontana, inarrivabile e splendente.

A livello musicale sappiamo ormai che i Mesarthim propongono un black metal definibile cosmico, ricco di atmosfere ed effetti pensati per dare l’idea di un viaggio nello spazio aperto; tuttavia CLG J02182 – 0512, curiosamente appena due minuti più lungo dell’EP menzionato poco fa, continua la tendenza a inserire elementi elettronici e quasi techno, oltre gli ovvi synth. Non a caso, l’ultimo brano “A Generation Of Star Birth Part 2” è il secondo tassello di una storia cominciata proprio in Vacuum Solution. La differenza tra questo lavoro e Vacuum Solution però sta proprio nella presenza degli elementi elettronici, sicuramente stavolta meno massiccia: il risultato, insomma, non è completamente musica da discoteca suonata con le distorsioni; che ci era piaciuta comunque, ma andiamo avanti. I sei brani costituiscono tra loro un continuum che si fonde alla perfezione, ognuno singola galassia parte di un disegno spaziale più grande, alcuni con una maggiore tendenza elettronica, altri più incentrati sui soli e/o la chitarra, come in “Infinite Density”.

Non c’è purtroppo modo di reperire alcun testo e i titoli scelti per ciascun brano fanno riferimento a tematiche scientifiche nelle quali non me la sento di inoltrarmi, non essendo la fisica spaziale esattamente il mio campo. Probabilmente è anche l’incomprensione di ciò che riguarda il cosmo, vuoi perché come me non ne capisci granché, vuoi perché anche se sei un professorone alcune cose restano ancora da scoprire, a rendere il disco ancora più affascinante. La colonna sonora perfetta per sdraiarsi su un prato lontano dall’inquinamento luminoso della città in una notte estiva e guardare il cielo, sentendoci come sempre piccoli e insignificanti davanti all’ignoto.

Vista la quantità di materiale che i Mesarthim sfornano di continuo, è solo un bene che i loro lavori siano relativamente brevi e tutti così fruibili. D’altra parte, personalmente non mi dispiacerebbe nemmeno ascoltare un disco di un’ora se la promessa sono sonorità come queste.