MESARTHIM – Ghost Condensate

Gruppo:Mesarthim
Titolo:Ghost Condensate
Anno:2019
Provenienza:Australia
Etichetta:Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Ghost Condensate I
  2. Ghost Condensate II
DURATA:40:00

Se c’è un gruppo che saprà sempre saziare la nostra fame di black metal cosmico, si tratta dei Mesarthim: l’inarrestabile duo di esploratori dello spazio ha ormai piena padronanza della propria musica e continua a sfornare lavori su lavori a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, peraltro senza mai sbagliare un colpo. Il punto è che stavolta non hanno centrato il bersaglio: lo hanno sfondato di prepotenza direttamente con lo shuttle. Andiamo con ordine: il titolo Ghost Condensate si riferisce a una teoria legata alla materia oscura e all’energia oscura, le quali potrebbero essere derivate da un fluido denominato proprio condensato fantasma; come già accadde in The Density Paramater, quindi, i Nostri scelgono di studiare i misteri dell’universo da un punto di vista scientifico.

I due colossi che compongono l’album mostrano due sfumature leggermente diverse dei Mesarthim: una pienamente coerente con quanto proposto negli ultimi anni, l’altra che — pur partendo dalla stessa base — cerca di spingersi oltre. È proprio quest’ultima a dominare i primi venti minuti dell’opera, regalando alcuni tra i migliori momenti mai proposti dal gruppo, soprattutto quando il brano si divide equamente tra black metal e trance, con le chitarre ad accompagnare la melodia sintetica e il 4/4 monolitico reso più dinamico dal basso in levare; la maestosità cosmica tipica del duo australiano si manifesta non solo tramite i soliti sintetizzatori celestiali, ma anche attraverso un assolo di chitarra pregno di epicità stellare che rappresenta uno dei (numerosi) picchi emotivi del brano. Non c’è un attimo in cui si possa anche solo pensare che la traccia abbia qualche passaggio più debole, nemmeno quando — tra un blast beat e l’altro — sbuca fuori un beat vagamente hip-hop, la cui presenza non risulta fuori luogo, grazie all’onnipresente sottofondo cosmico a mantenere la giusta atmosfera.

La seconda metà dell’album ha il difficile compito di non sfigurare di fronte a tutto ciò e — pur non raggiungendo gli stessi apici qualitativi — riesce a mantenersi su ottimi livelli, questa volta giocando in casa, senza sperimentare troppo. Caratterizzato da un uso leggermente più roccioso degli aspetti metallici — specialmente nei primi dieci minuti — il brano non manca di inserire svariati passaggi sognanti al momento giusto, sfruttando al meglio gli elementi elettronici per produrre melodie eteree. Degno di nota il passaggio nella seconda metà in cui il pezzo assume connotati più cupi e misteriosi, con tanto di organo a dare un tono ancora più solenne e grave.

Pur non avendo stravolto la solita formula, Ghost Condensate riesce a essere uno dei lavori più coinvolgenti dei Mesarthim: la lunga durata dei brani non è assolutamente un ostacolo per i due musicisti, ma riesce anzi a enfatizzare la loro abilità di mettere in musica la maestosità dell’universo. Nonostante la prima metà sia quella più sorprendente, la seconda lascia trasparire tutta l’esperienza che la band ha accumulato album dopo album e che ha contribuito a plasmare un sound di cui ormai — almeno da queste parti — non riusciamo più a fare a meno. Applausi meritatissimi.

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