I Mesarthim sono piovuti giù dal cielo regalandoci la luna

MESARTHIM – Isolate

Gruppo:Mesarthim
Titolo:Isolate
Anno:2015
Provenienza:Australia
Etichetta:Avantgarde Music
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Osteopenia
  2. Declaration
  3. Interstellar
  4. Abyss
  5. Floating
  6. Isolate
DURATA:43:34

Gli spazi siderali sono ormai parte dell’immaginario black metal tanto quanto Satana, Lucifero, Belzebù, l’inverno e i boschi della Norvegia. Dagli esordi dei Darkspace a progetti più recenti come Midnight Odyssey, Mare Cognitum o Progenie Terrestre Pura, il cosmo si ritaglia via via uno spazio sempre più grande all’interno del mare magnum della nostra musica brutta preferita. Allo stesso tempo, è evidente come moltissimi di questi artisti si accasino presso etichette ben precise e vicine a questa specifica sensibilità. Se non è I, Voidhanger, insomma, state pur certi che non si esce dal Bel Paese, perché si tratta di Avantgarde.

L’esordio degli australiani Mesarthim sbuca dal catalogo delle produzioni dell’etichetta milanese come il proverbiale fulmine a ciel sereno, trattandosi del debutto assoluto di due personaggi mai visti né sentiti, che hanno avuto la brillante idea di affibbiarsi i nomi d’arte “.” (voci) e “.” (tutto il resto). Non sto scherzando. Per essere completamente coerenti, i due scelgono anche di non inserire all’interno della confezione alcun tipo di informazione, limitandosi a riempire i sei pannelli del digipak con delle (bellissime) fotografie astronomiche, degne del sito della NASA. Viste queste, letti i titoli dei brani e scoperto che “Mesarthim” è il nome di una stella binaria della costellazione dell’Ariete a oltre duecento anni luce dal nostro sistema solare, comunque, il margine di errore rispetto ai temi trattati in Isolate è pressoché nullo.

Musicalmente il duo si pone in modo piuttosto differente rispetto ai nomi citati in apertura, non ricercando la glaciale freddezza dei Darkspace, né l’asetticità dei Progenie Terrestre Pura, e nemmeno la forte impronta narrativa di Midnight Odyssey. L’approccio dei Mesarthim è ibridato da un massiccio uso di sintetizzatori e tastiere, che però piuttosto che raffreddare l’atmosfera la arricchiscono e le donano un taglio epico e molto, molto melodico, a (brevi) tratti quasi sinfonico. Ancora, sorpresa delle sorprese, capita addirittura di andare a sbattere su qualche assolo di chitarra (“Declaration”, “Abyss”). Il motivo portante dell’album restano drum machine, riff asciutti e scream ruvido ed effettato, ma i Mesarthim non hanno paura di osare e di tentare un’interpretazione personale; ancora un po’ ingenua e perfettibile sulla lunga distanza (il disco, ad ascolti approfonditi e ripetuti, è davvero molto omogeneo), tuttavia riuscita perché diversa dai canoni ormai classici.

La scelta di puntare molto sulle melodie e sulle tastiere potrebbe far storcere il naso ai più cattivi là fuori, tuttavia è un tratto distintivo che negli anni ’90 ha permesso ai vari Dimmu Borgir, Limbonic Art, Odium e compagni di creare capolavori imperituri, e Isolate è la dimostrazione che anche quei suoni possono essere attualizzati con successo. Il percorso dei Mesarthim è appena iniziato, ma la direzione è quella giusta.

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