MESARTHIM – The Great Filter / Type III

 
Gruppo: Mesarthim
Titolo: The Great Filter / Type III
Anno: 2017
Provenienza: Australia
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. The Great Filter
  2. Type III
DURATA: 40:13
 

Quarto cd di casa Avantgarde nell'arco di un anno e mezzo che porta il nome dei Mesarthim in copertina, e adesso inizia a diventare davvero difficile scriverne, dicendo qualcosa di nuovo. La questione va affrontata su due diversi binari: il primo è quello musicale assoluto, il secondo va invece relazionato all'abbondanza di materiale buttata fuori in così poco tempo.

Il primo tema è presto risolto: il disco contiene due diversi ep monotraccia usciti verso la fine del 2016 soltanto su Bandcamp, che si rifanno concettualmente a quanto iniziato con "Absence", ovverosia la ricerca di altre civiltà senzienti e progredite nell'universo. Da qui i titoli degli ep: «il Grande Filtro», come raccontavo qualche mese fa, la teoria secondo cui lo sviluppo di civiltà aliene è bloccato alla base da qualche ostacolo; e "Type III", in riferimento alle civiltà di Tipo III per la scala di Kardašëv, basata sull'avanzamento tecnologico in rapporto all'energia potenzialmente disponibile nell'universo. Tutti spunti molto interessanti, quelli dei Mesarthim, che soprattutto con "The Great Filter" propongono un brano semplicemente spettacolare, ventuno minuti di black metal spaziale accattivante, fresco, di enorme personalità, ottimo senza se e senza ma. "Type III" invece non fa gridare al miracolo quanto il brano precedente, ma con le sue aperture più ariose e vagamente più truzze dà più l'idea di un pezzo che parla di qualcosa di umano, con una grandeur, un'epicità di fondo molto ben riuscita, che lascia intravedere quanto il duo australiano abbia macinato i Summoning nei propri ascolti (non a caso, sull'ultimo tributo alla band austriaca uscito lo scorso inverno, "In Mordor Where The Shadows Are", ci sono anche loro). Insomma, la musica è ottima. Punto.

La seconda questione invece è un po' più spinosa: va bene vendere tramite Bandcamp, ma quanta gente nell'arco di un anno e mezzo è così accanita da comprare ben quattro dischi della stessa band, soprattutto quando tutti questi sono collegati tra loro e vengono presentati separatamente? "Absence" inizia un concetto, che viene poi sviluppato in "The Great Filter", poi ancora in "Type III" e — al momento in cui scrivo — si conclude con "Presence", il terzo ep che si ricollega direttamente a un album a sua volta uscito dieci mesi fa. Non avrebbe avuto più senso pubblicare tutto insieme? Non è che ci fosse tutta questa fretta di diffondere materiale nuovo, visto che l'ep precedente ad "Absence" era uscito… due mesi prima. Certo, tre ep e un album in una volta sola avrebbero significato un minutaggio importante, però se lo fa Midnight Odyssey, se lo fanno gli Esoteric, se lo fanno un sacco di altri gruppi e viene loro tributato il giusto successo, perché per i Mesarthim dovrebbe essere diverso? Vista dall'esterno senza mai aver parlato con la band, l'immagine è quella di un'etichetta alle spalle che addirittura cerca di accorpare le diverse uscite, stampando due ep in un'unica soluzione, mentre gli artisti tentano spudoratamente di frammentare le vendite il più possibile. Meh.

 

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