MESARTHIM – .- -… … . -. -.-. .

Gruppo:Mesarthim
Titolo:.- -… … . -. -.-. .
Anno:2016
Provenienza:Australia
Etichetta:Avantgarde Music
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. .—-
  2. ..—
  3. …–
  4. ….-
  5. …..
  6. -….
DURATA:38:05

Inizia a diventare difficile star dietro ai Mesarthim: non era più di un mese fa che uscivo da Sound Cave con la mia copia di – .- -… … . -. -.-. . (da qui in poi, più comodamente, Absence), e in questi giorni, preparandomi a scrivere l’articolo, scopro che l’iperattivo duo ha già pubblicato altri due ep monotraccia digitali da venti minuti ciascuno sulla propria pagina Bandcamp. Non ho dubbi sul fatto che siano brani piacevoli e interessanti, però adesso basta, ché iniziare col copia e incolla non ha mai prodotto grandi risultati.

Absence dal canto suo è il secondo album completo di . e . nel giro di quattordici mesi e per quanto piacevole, ben scritto, apprezzabile e tutto il resto, non può certo definirsi un ascolto né un acquisto obbligato: è esattamente come il precedente ep Pillars, che era esattamente come il debutto Isolate. Black metal sui generis, forse appena appena più arrabbiato di Pillars, ma sempre fortemente debitore di Moog e sintetizzatori, come se qualche synthwaver si fosse svegliato una mattina e avesse deciso di suonare qualcosa che tanti anni fa avrebbe potuto essere black metal. Di nuovo, i Mesarthim sanno imprigionare su disco una sensibilità particolarissima e hanno sviluppato una cifra stilistica molto personale e altrettanto valida, però ora qualcuno li fermi, o, nella migliore delle ipotesi, si curino di questa incontinenza musicale.

Un aneddoto: leggevo un’altra recensione online, precisamente su Toilet Ov Hell, che racconta il significato del passaggio conclusivo dell’album, al termine di “6” (sì, i titoli dei brani non sono altro che numeri da 1 a 6 anch’essi in codice morse). Ovviamente si tratta di una frase in morse, che tradotta recita «Il Grande Filtro sta arrivando». Il riferimento è alla teoria dell’economista Robin Hanson secondo cui lo sviluppo di civiltà extraterrestri avanzate in grado di comunicare con la razza umana è bloccato, appunto, da un qualche tipo di filtro. Il recensore, simpaticamente, si chiede cosa sappiano i Mesarthim che noi non sappiamo. Hanno avuto contatti con qualche civiltà aliena? Hanno messo le mani su qualche X-File? Sono essi stessi piccoli, verdi e con un paio di antenne? Niente di tutto questo. Indovinate come si chiama l’ep uscito pochi giorni fa, diretto successore di Absence? Bravi, The Great Filter.

Quando a luglio scrivevo «attendiamo trepidanti il prossimo capitolo» non intendevo meno di sei mesi dopo, e certo non mi aspettavo che nel giro di altri due uscissero poi due ulteriori ep. Il problema principale è che i Mesarthim sono davvero, ma davvero bravi. Però non si danno tempo per organizzare le idee e focalizzare un minimo la propria offerta. Se aspettassero non dico tanto, ma un anno, prima di sbattere altra roba su Bandcamp… Basterebbero dodici mesi di raccoglimento, selezionando cosa pubblicare in un album e cosa tenere in disparte almeno per il momento, e questi due con tutta probabilità darebbero alle stampe il disco più bello del prossimo lustro. Non in questo modo, però, non a suon di venti o trenta minuti ogni mese e mezzo; così è tutto molto bello (?), però non riesco a levarmi quella sensazione di fondo da presa per il culo.

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