Messa - Close | Aristocrazia Webzine

MESSA – Close

Gruppo: Messa
Titolo: Close
Anno: 2022
Provenienza: Italia
Etichetta: Svart Records
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TRACKLIST

  1. Suspended
  2. Dark Horse
  3. Orphalese
  4. Rubedo
  5. Hollow
  6. Pilgrim
  7. 0=2
  8. If You Want Her To Be Taken
  9. Leffotrak
  10. Serving Him
DURATA: 01:04:42

Ne hanno scritto in tanti, l’hanno lodato in molti di più: dopo averlo metabolizzato — e dopo aver visto lo splendido release show a Padova, con tanto di ospiti e strumenti etnici — anche per me è arrivato il momento di mettere in parole il turbine di emozioni generato da Close, l’attesissimo terzo album dei Messa. Approdati sull’ottima Svart Records, Sara e soci hanno cambiato pelle per l’ennesima volta rimanendo fedelissimi a se stessi.

L’interesse per antropologia e spiritualità dei quattro ragazzi di Cittadella non è mai stato un mistero, visti i riferimenti sul precedente Feast For Water, e su questi elementi è stato impostato buona parte di Close e della sua promozione. Le danzatrici in copertina sono infatti le protagoniste del video di “Pilgrim”, che mette in mostra almeno un paio di aspetti del disco, a livello concettuale e realizzativo: quattro donne — intervistate in altrettanti video — si esibiscono nel Nakh, una danza tipica delle popolazioni a cavallo tra Algeria e Tunisia che ha il vortice dei capelli come elemento portante, in uno stato di catarsi e coscienza alterata, tracciando più di un parallelo con il caro headbanging.

Assistiti dal fedele Giorgio Trombino (Assumption, Sixcircles e Bottomless tra gli altri e qui impegnato con sassofono e duduk, una sorta di flauto originario dell’Armenia), i Messa confezionano il loro album più eclettico finora. Il personalissimo doom dei Nostri è sempre presente e preponderante in pezzoni come “Suspended” — nesso più evidente al disco precedente — e “Dark Horse”, con la voce di Sara che acquista sempre più sicurezza ed espressività, esplorando la qualunque tra sussurri suadenti ed exploit graffianti. Gli elementi etnici di Close fanno il loro ingresso su “Orphalese”, così come sono protagonisti anche nell’intermezzo “Hollow”, nella splendida “Pilgrim” e in “0=2”: non una novità in senso stretto per la band, ma un ruolo così da protagonista conferma lo stato di grazia del quartetto che dimostra personalità e capacità esecutive da vendere. A tal proposito, Alberto (che si era già preso del tempo per fare le sue cosette) ha deciso di esagerare: riff più ciccioni che mai, insieme al possente basso di Marco, lasciano spazio qua e là a qualche tremolo selvaggio ma soprattutto ad assoli di scuola jazz (“Suspended” e l’ipnotica “If You Want Her To Be Taken”) che sono davvero una delle ciliegine su questa deliziosa torta. In mezzo a tutto ciò anche “Leffotrak”, una sorta di easter egg perché il death putrido non si scorda mai.

Close è l’ennesima conferma che i Messa sono un tesoro nazionale da proteggere a ogni costo. Oltre un’ora di musica ammaliante e classe sopraffina, già tra i dischi dell’anno e che sembra non bastare mai. Come detto da Sara a Padova prima di congedarsi, però, «el disco cuéƚo xe». E allora ripartiamo da capo.