MIDNARTIIS – In Silent Grove To Dwell

Gruppo:Midnartiis
Titolo:In Silent Grove To Dwell
Anno:2019
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Naturmacht Productions
Contatti:Facebook  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Invoked No More
  2. In Silent Grove To Dwell
  3. Keening Lupine
  4. A Curtain Over The Stars
  5. Death Leaves The Maiden
  6. Praise To The Muse
  7. Putre Factio
  8. The Fool, The Queen, And The Devil
  9. A Mirror For Witches
  10. Apollonian Blade
  11. What The Lyre Slowly Brings
  12. Honors Cloak
  13. The Crossroads
DURATA:41:39

Black atmosferico ed elementi folk acustici sono un binomio quasi inscindibile, che ha fatto la fortuna di un gran numero di artisti, sia al di qua che al di là dell’Atlantico. Appartiene a quest’ultima categoria Wes Radvansky, unico nome che si cela dietro al progetto Midnartiis: arrivato sulla scena nel 2014 con Solitary Odes, un debutto con parecchi elementi da smussare ma con cui dimostra di aver assimilato gli stilemi del genere, compie un netto salto di qualità tre anni dopo con With Reverence And Will…, un disco valido che pone l’enfasi sugli elementi più metallici della proposta.

Con In Silent Grove To Dwell, fatidico terzo lavoro uscito in edizione uberlimitata per la tedesca Naturmacht Productions, Midnartiis decide di cambiare rotta e ridurre al minimo le infrastrutture delle sue composizioni: gli arpeggi zanzarosi lasciano il posto a chitarre acustiche ed elementi tradizionali, i ritmi cadenzati fanno spazio a strutture più rilassate e bucoliche, così come al posto dello scream disperato troviamo una bella voce baritonale che accompagna i brani nella loro breve durata e aggiunge quel quid capace di catturare l’attenzione al primo ascolto. L’opera si pone idealmente come anello di congiunzione tra gli Agalloch del meraviglioso The White (incluse anche le citazioni da pellicole colte, come Deserto Rosso di Antonioni) e il neofolk di Jerome Reuter, dai toni tiepidi e autunnali che si sposano perfettamente con il sentimento di attaccamento alla natura e un desiderio di fuga dalla modernità tramite le memorie di un tempo passato, fatto di miti e tradizioni a cui Radvansky si àncora.

Accompagnato da una bella copertina e da un logo opera del Maestro Christophe Szpajdel, In Silent Grove To Dwell racchiude tredici pezzi di ottima fattura, che spaziano da episodi più ritmati come “A Curtain Over The Stars” ad altri decisamente più eterei (“The Fool, The Queen, And The Devil”), con qualche intermezzo strumentale in cui delicate chitarre elettriche si ergono a protagoniste. Di gran lunga il tassello più convincente dell’artista texano, un disco perfetto da assaporare nella sua interezza in giornate uggiose e malinconiche.

Facebook Comments