MINDWORK – Eterea

MINDWORK – Eterea

 
Gruppo: Mindwork
Titolo:  Eterea
Anno: 2012
Provenienza:   Repubblica Ceca
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Enter Eterea
  2. Perceiving The Reality
  3. The Stream Of Causality
  4. Mind Renewal
  5. Causality (The Reconciliation)
  6. Reaping Of Waters
  7. Stillness Of The Sea
  8. Enthusiastic Waves
  9. Eterea Collapse
DURATA: 45:11
 

I cechi Mindwork sono una delle tante scoperte fatte grazie ad Aristocrazia, nel 2010 ebbi il piacere di scrivere del loro debutto "Into The Swirl" in ritardo di un anno dall'uscita originale avvenuta nel 2009, mentre in questo 2013, sempre con lieve ritardo, mi trovo fra le mani il secondo capitolo "Eterea" rilasciato sul finire del 2012.

La formazione è divenuta un trio, infatti dopo l'uscita del secondo chitarrista David Vaník — sostituito sul momento da Jan Tölg — Martin Schuster (voce, chitarra e tastiere), Adam Palma (basso) e Filip Kittnar (batteria) hanno continuato a modellare le proprie composizioni non aggiungendo nessun altro elemento all'interno del contesto. La risultante di questi tre anni di lavoro è racchiusa in un disco che ci consegna una versione della band progredita, tecnicamente affinata e ancora più varia nelle influenze.

Se "Into The Swirl" aveva in sé forti reminiscenze della fase evolutiva del sound dei Death di Schuldiner, con i Cynic e gli Opeth a fare da contorno, questo nuovo album ha percorso e progressivamente ampliato quell'orizzonte, facendo confluire nei brani oltre agli ultimi due nomi citati anche varianti di stampo Atheist, l'intimità malinconica di gente come Riverside, Anathema e Katatonia, inserendo in brevi occasioni anche situazioni sonore che potrebbero portare alla mente le creature in cui è presente Maynard James Keenan, fornendo così anche un tocco di "alternative" alla proposta.

La visione prog della musica contenuta in "Eterea" si avvale sia di una componente strumentale solida e dinamicamente ineccepibile che di una emotiva affascinante e suadente, ciò rende la scaletta particolarmente appetibile per coloro che vanno alla ricerca di prestazioni multisfaccettate. Prendete ad esempio il fascino delicato di "Enter Eterea" e "The Stream Of Casuality", con quest'ultima adornata da una solistica di stampo jazz, così come del resto lo è la compagna "Mind Renewal", il filtrare delle dolci note del piano e il vibrare del fretless in "Causality (The Reconciliation)". Oppure considerate l'abilità nell'indurire lo scenario di una "Reaping Waters" costantemente caratterizzata dal cantato sporco di Martin o al contrario di alleggerirne le sorti rendendolo sognante in "Stillness Of The Sea", sino a giungere alla conclusione consegnata alle cure dapprima di "Enthusiastic Waves" (ennesima riprova d'equilibrio e coerenza nelle scelte applicate alla stesura dei pezzi) e successivamente allo strumentale "Eterea Collapse" che pone la parola fine a "Eterea" con il suo mood agrodolce.

Nella prova dei Mindwork non si riscontrano difetti palesi, la produzione è decisamente buona e la strumentazione ha la possibilità di esprimersi in maniera alquanto naturale. L'unico neo potrebbe risiedere nell'approccio vocale di Martin nelle parti aspre che è meno convincente rispetto alle sezioni in pulito, tuttavia dopo un paio di ascolti ci si fa l'abitudine.

Sempre meno death in casa dei cechi e sempre più esplorazioni in corso, consiglio quindi d'incrociare "Eterea" soprattutto a coloro che masticano abitualmente certe sonorità e hanno una predilezione verso i gruppi citati nel testo, troveranno nelle canzoni molto di cui potersi cibare e ovviamente una band che vale la pena di inserire nella lista con su scritto "da seguire". Alla band invece rivolgo uno spontaneo e semplice "bravi".

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