MINKIONS – Distorted Pictures From Distorted Reality

MINKIONS – Distorted Pictures From Distorted Reality

 
Gruppo: Minkions
Titolo:  Distorted Pictures From Distorted Reality
Anno: 2012
Provenienza:  Italia
Etichetta: F.O.A.D. Records
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TRACKLIST

  1. Present Slavery
  2. Dead… Not Yet
  3. Social Drome
  4. Demon's Within
  5. Distorted Pictures From Distorted Reality
  6. Ego Of A Shadow
  7. Sunday Sucks
  8. Pavlov's Dog
  9. Third Millennium Fascist Pig
  10. Choosing Madness
DURATA: 26:56
 

Tu-tu-tu-tu-tupa-tupa-tupa-tupa-tupa-tupa. Moltiplicatelo per la durata del disco, e date il benvenuto ai Minkions. La band padovana, non dovesse capirsi da titoli come "Third Millennium Fascist Pig", o dall'etichetta da cui è edita, la F.O.A.D., o dalla militanza nelle proprie fila di un membro dei Children Of Technology (Thrashard, qui alla voce, nei CoT al basso), o ancora dall'artwork che pare lontano cugino di "Martha Splatterhead's Maddest Stories Ever Told" (con tanto di "simil-dieresi" sopra la "i", fate vobis), si dedica allo sfascio più totale della società civile tramite un hardcore/thrash/punk di derivazione totalmente USA. Accüsed, Stormtroopers Of Death, Suicidal Tendencies, D.R.I., e non serve che vada avanti.

Tuttavia, sarebbe sbagliato pensare a un disco fuori dal tempo: "Distorted Pictures…" prende il verbo ottantiano e lo trasporta ai giorni nostri senza grosse difficoltà, forte di una produzione ottima, del cantato personale di Thrashard, che ricorda vagamente l'operato di Blaine Cook con la sua attuale band, i Denial Fiend, e di un songwriting che in meno di mezz'ora riesce a presentarsi abbastanza (sottolineo, abbastanza, ma non di più, altrimenti ne verrebbe snaturata l'essenza stessa, che rimane tupa-tupa) variegato. Variegato, chiaramente, in queste situazioni significa un cambio di tempo qua ("Sunday Sucks") e un passaggio acustico là, con tanto di bridge heavy ("Choosing Madness"), tanto per gradire, ma senza mai deviare dalla rotta prestabilita. Il che, comunque, vuol dire aderire ad un credo che ha trovato la propria completezza e la propria massima espressione più di trent'anni fa.

Questo detto, il discorso potrebbe essere esaurito, non fosse che io sono particolarmente petulante e torno a battere su un punto, come già tante volte ho fatto: perchè scrivere testi in inglese, se poi li si riempie di strafalcioni in ingles-iano? Non smetterò mai di perorare la causa della propria lingua madre, se il passaggio ad un altro idioma rischia di (e spesso finisce col) comportare errori, anche grossolani.

Per qualsiasi altro aspetto, qualsiasi altro dettaglio e qualsiasi altro elemento, "Distorted Pictures From Distorted Reality" vi farà divertire, scapocciare e saltellare a destra e a manca alla massima velocità, ma più a manca che non a destra, beninteso. Ammesso che si sia in cerca di determinati suoni e, soprattutto, di una determinata forma mentis, di tre decenni addietro, promossi a pieni voti.

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