MIRROR MORIONIS – Last Winter Tolls

 
Gruppo: Mirror Morionis
Titolo: Last Winter Tolls
Anno: 2015
Provenienza: Russia
Etichetta: Endless Winter
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TRACKLIST

  1. As Winter Arrived
  2. Nine Coldest Days
  3. Sunless Within
  4. I'm Not. You Are The One
  5. Forest Of Lovelorn Hearts
  6. Offtime
DURATA: 01:17:43
 

L'aria tetra, gelida e malinconica scaturita dalle note dei Mirror Morionis torna a farci visita. Il progetto del siberiano Cataract (voce e strumentazione) ha partorito il successore di quella suadente prova intitolata "Eternal Unforgiveness". Questo "Last Winter Tolls" ne raccoglie in toto l'eredità, ahimè facendo registrare qualche pecca non riscontrabile nell'esordio.

Dal punto di vista strettamente musicale e atmosferico, la prestazione è quanto di più classico e conosciuto ci si potesse attendere, confermando l'abilità dell'artista nel navigare agilmente nelle fredde e grigie acque del doom-death metal melodico attraversate da correnti funeree. Le composizioni nella loro espressione semplice risultano infatti fluide, allentante e affascinanti, grazie a quell'aura talvolta quasi romantica donata dalle pregevoli armonie ed estensioni ambientali a carico delle tastiere. Formalmente non c'è proprio nulla che non vada in pezzi come "As Winter Arrived", "Sunless Within", "I'm Not. You Are The One" e "Offtime" ma…

Purtroppo il «ma» c'è e il motivo di questa sua presenza è essenzialmente uno: se dietro al microfono Cataract se la cava particolarmente bene sia nell'impostare il più tipico dei growl da cavernicolo che nell'inserire brevi parti sussurrate e recitate, non si può affermare altrettanto per ciò che riguarda Selena (November Dreams e The Extinct Dreams), la voce femminile di turno. La cantante pare sia quasi evanescente, la sua partecipazione lirica non è mai così concreta da garantire quel quid in più alla canzone e al massimo le si può riconoscere di fornire un minimo di stabilità nel contrasto vocale fra bella e bestia, aspetto che invece era senz'altro più che gradevole con l'ex Mirror, peccando oltretutto di una scarsa intelligibilità del cantato, dovuta a una pronuncia inglese non perfetta. Qualcuno potrebbe giustamente asserire che il suo ingresso in scena sia solo un arricchimento non riuscito a dovere e quindi una cicatrice marginale, tuttavia la Nostra va a intaccare il valore ben più che discreto espresso da "Last Winter Tolls", un album per il resto ben prodotto e curato graficamente (entrambi settori di cui si è occupato personalmente il titolare del progetto), in grado come lo fu "Eternal Unforgiveness" di smuovere l'interesse emotivo degli appassionati del genere e che con tutta probabilità avrebbe anche potuto fare a meno di tale orpello.

Le idee che frullano in testa a Cataract sono decisamente chiare e i suoi Mirror Morionis si incamminano profondamente lungo un sentiero che li potrebbe condurre a togliersi varie soddisfazioni. Vi suggerisco quindi l'ascolto del disco: se avete apprezzato il debutto, troverete sicuramente lieta anche questa compagnia.

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