MISANTHROPIC ART – The Streams Of Terror

 
Gruppo: Misanthropic Art
Titolo: The Streams Of Terror
Anno: 2014
Provenienza: Russia
Etichetta: S.N.D. Production
Contatti:

Bandcamp  Myspace

 
TRACKLIST CD 1 "CHAINS"

  1. Sterile Desert's Incarnation
  2. Buried Past (Annihilated Future)
  3. Technocratic Slavery
  4. The Streams Of Terror
  5. The Fall…
  6. Thousand Scorched Days Of Void
  7. Spiritual Emigration
  8. S.A.T.U.R.N.R.U.T.A.S.
DURATA: 54:59
 
TRACKLIST CD 2 "THREADS"

  1. Yellow Threads Of Alienation
  2. Black Threads Of Scorn
  3. Red Threads Of Hatred
  4. Threads
DURATA: 25:49
 

Oramai sono di casa in Russia in questo periodo, avendo trattato parecchi gruppi provenienti dalla patria della vodka e del comunismo. I Misanthropic Art vengono da Stavropol', nel sud-ovest del paese, e sono una prolificissima band che ha pubblicato ben nove album in quindici anni, senza contare demo, split, ep e compilation. L'ultimo in ordine di tempo è intitolato "The Streams Of Terror" e si compone di ben due cd per un totale di ottanta minuti di musica.

Questa volta il black metal in esame è declinato in versione industrial: quello che ho per le mani è un disco estremamente compatto e opprimente, solitamente basato su tempi furiosi dettati dalla batteria, resi ancora più impetuosi da una produzione che genera volutamente un effetto di caos controllato che contribuisce a ricreare un forte senso di angoscia. Nel rallentamento centrale di "Technocratic Slavery" è invece il basso a incupire l'atmosfera, forte dello spazio concessogli.

Da questo gorgo magmatico affiorano linee chitarristiche melodiche che combattono per emergere e quando vi riescono — specie in concomitanza con un rallentamento della ritmica — innalzano atmosfere maestose ricche di pathos, enfatizzate anche dall'utilizzo di cori: è il caso di "The Fall" e "Thousand Scorched Days Of Void", dal primo cd "Chains". Un punto di riferimento stilistico a riguardo potrebbero essere certi Diabolicum, meno apocalittici e più solenni.

A completare il quadro abbiamo poi una serie di effetti e campionamenti in linea con l'approccio industrial della proposta, tastiere dal gusto sintetico dosate con cura e pure qualche momento acustico, mentre lo scream si giostra fra passaggi acidi, filtri accentuati e alcuni momenti recitati sullo stile di Attila Csihar.

Solo il trascorrere degli ascolti permette di cogliere appieno la ricchezza della stratificazione sonora assemblata da Sadist (colui che dovrebbe essere l'unica mente del progetto), poiché come detto la produzione tende a favorire l'impeto generale rispetto ai singoli dettagli. Viceversa resta viva anche a distanza di tempo la sensazione che ottanta minuti siano davvero troppi da digerire per un ascoltatore, nonostante le buone doti compositive e la compattezza di "The Streams Of Terror", poiché quello che fino a un certo punto è un sano sentimento di oppressione diviene poi pesantezza, nel senso negativo del termine. Insomma se qui ad Aristocrazia Webzine usassimo le votazioni numeriche, direi che la durata complessiva dei due cd contribuisce a far calare il punteggio finale.

Concettualmente l'album è composto da due parti legate fra loro: la prima, intitolata "Chains", racchiude otto brani cantati in russo, mentre la seconda, "Threads", quattro pezzi in lingua inglese. Dai testi di questi ultimi si ricava un panorama di morte e desolazione disturbante, nel quale la decadenza ha avuto la meglio sulla vita.

In conclusione, "The Streams Of Terror" è un lavoro industrial black metal ben composto, ricco di buoni spunti, impetuoso e soffocante, la cui unica pecca è riscontrabile nell'eccessiva durata.

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