MISCHOSEN – Set Afloat

MISCHOSEN – Set Afloat

Informazioni
Gruppo: Mischosen
Anno: 2009
Etichetta: Self Released
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. Beyond This Gates
3. Born Old
4. When I Shall Cease to Be
5. An Eternity to Mourn
6. Whip of the World
7. Set Afloat
8. Blood Ink

DURATA: 52:07

MISCHOSEN - Set Afloat

Dietro il monicker Mischosen si nasconde la figura artistica di Svarog, il progetto di questa one man band croata è quello di creare un album di gothic/doom sinfonico condito da melodie spesso dolciastre e melancoliche.
“Seat Afloat” è il debutto, otto brani di medio/lunga durata che si snodano fra divagazioni al limite del sognante dove regnano atmosfere dedite al fantastico per tipologia di narrazione cantata e suono.
Supportato nella sua creazione da Barbara Baric con la sua voce suadente e pulita che si pone da contraltare al roco/graffiato vocalizzo di Svarog (quando non usa il growl/scream) e Zoran-Filip Popov a eseguire il riffato con la sei corde.
E’ un disco molto intimo dove i brani vengono incentrati su una visione quasi sognante del destino a cui prendono parte le due voci protagoniste alternandosi o duettando insieme (”Born Old” n’è l’esempio).
La pancia del disco formata da “When I Shall Cease To Be”, “An Eternity To Mourn” regala i momenti migliori, la melodia e l’approccio semplice dominano ma nei brevi attimi più aspri si denotano tratti di un grigiore profondo e stridente con la musica soave che la rende particolare.
“Whip Of The Wolrd” ha nel suo finale prima strisciante e poi dinamicamente quasi epico il punto forte, cede il passo alla successiva e titletrack del lavoro “Set Afloat” probabilmente quella più legata al gothic sinfonico.
Quest’opera ha di buono di non andare troppo incontro alle tendenze, non accelera i ritmi spropositatamente nè cerca forzature, l’uso della voce di Barbara è un orpello delicato che viene ben innestato e risulta meno commerciale e scontato d’altre sue colleghe più illustri, bello il lavoro pianistico che spesso va intersecandosi alle composizioni senza mai invaderle o intasarle.
Un album che nella sua semplicità dimostra di avere una consapevole maturità acquisita, è di sicuro un buonissimo punto di partenza per una realtà che con qualche accorgimento potrebbe ritagliarsi uno spazio nel genere.

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