MISSA MORTVM – Et Lux Perpetua Luceat Eis​.​.​.

 
Gruppo: Missa Mortvm
Titolo: Et Lux Perpetua Luceat Eis​.​.​.
Anno: 2015
Provenienza: Cile
Etichetta: Satanath Records
Contatti:

Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Cantos Profanos
  2. Oh Bene Subtritus…
  3. Caos Nocturno
  4. Amissa Anima
  5. Ire Viam De Lumine
DURATA: 41:31
 

Nuovo esordio sulle pagine aristocratiche con i cileni Missa Mortum, o Mortvm, alla latina (la «messa dei morti»). Il duo di Santiago si spartisce i ruoli in modo abbastanza inconsueto, lasciando ad AJ le quattro corde e al venticinquenne Ots tutto il resto, andando a completare la formazione con membri aggiuntivi in occasione delle esibizioni dal vivo. Tolta questa peculiarità, l'operato dei Nostri è un black metal di matrice melodica quanto mai canonico e quanto mai piacevole.

L'ennesimo caso di come un disco di genere possa sorprendere per la sua efficacia, "Et Lux Perpetua Luceat Eis…" è un lavoro tanto semplice quanto dannatamente azzeccato: dopo qualche secondo di introduzione, parte a cento all'ora e finisce a cento all'ora, disseminando giusto qualche rallentamento qua e là, senza mai deviare e, soprattutto, senza mai sbagliare. L'unico, incomprensibile scivolone è il palese cambio di volume tra le registrazioni di "Caos Nocturno" e di "Amissa Anima", molto probabilmente qualcosa è andato storto in fase di produzione e la parte finale dell'album perde un po' in potenza, ma non è niente di irreparabile. Cinque brani dalla discreta lunghezza, tutti tra i sei e i nove minuti, che al loro interno racchiudono oscurità, orrori e tormento. Nessuna velleità né piglio letterario, a parte l'ormai storicamente accettato latinorum dei titoli, che prudentemente i Missa Mortvm non si arrischiano a usare nei testi, lasciati completamente in lingua madre. Qui dentro ci sono solo la furia e la rabbia delle origini, unite a un'imponente dose di melodie che su tutte fanno capo alla scuola svedese.

L'illustrazione di copertina dice tutto ciò che serve sulla musica dei Cileni, che corredano il libretto (rigorosamente bianco e nero) di corpi avvolti in sudari, oscure navate e persino un mai troppo citato Lucifero che precipita negli abissi. Insomma, sembra di essere tornati ai primi anni '90, ed "Et Lux Perpetua Luceat Eis…" è un altro degli innumerevoli figli illegittimi di Marduk, Dark Funeral e compagni.

Qualche coro funereo, qualche tastiera, ma soprattutto un sacco di riff e di blast beat e di disprezzo e di Satana. Per i feticisti del metallo nero, sicuramente, ma un esordio con le palle cubiche. Bello. Bravi.

Facebook Comments