MIZANTROPIA – Забвение

 
Gruppo: Mizantropia
Titolo: Забвение [Oblivion]
Anno: 2015
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Metal Scrap Records
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TRACKLIST

  1. Dark Gathering
  2. Замок [The Castle]
  3. На дне вечности [At The Bottom Of Eternity]
  4. Poison Of Life
  5. Tomorrow Never Comes
  6. За тобой [I'm After You]
  7. В ожидании битвы [Expecting Battle]
  8. Обломки пустоты [Fragments Of Void]
  9. Не вижу взгляда [See No Sight]
  10. Бессонница [Insomnia] [cover Alla Pugacheva]
  11. На коня! [One For The Road] [traccia bonus]
DURATA: 50:57
 

I Mizantropia hanno rischiato di essere presi sottogamba dal sottoscritto: guardando la copertina del disco, mi immaginavo chissà quale monolite doom o post-metal; poi scorrendo le foto della band mi imbattevo invece in due belle donzelle (una delle quali ricopre il ruolo di cantante, Ekaterina Sinegina). Girando in rete leggevo d'altra parte che il loro è un gothic metal estremo, allora la paura di avere a che fare con l'ennesima realtà da tarallucci e vino, schifosamente orecchiabile e ultra-carica di indesiderati svolazzamenti vocali era proprio dietro l'angolo, ma stavolta — almeno in parte — il pericolo è stato scampato.

Iniziamo col dire che questi musicisti non sono degli sprovveduti e avendo dodici anni di attività alle spalle, con due ep e un album ("Along The Lonesome Alleys"), paiono avere eretto solide basi sulle quali portare avanti il progetto, che nel 2015 ha realizzato la seconda uscita intitolata "Oblivion". Pur non sorprendendo con chissà quali novità o prese di posizioni stilistiche particolari, l'album trova il modo di portare il termine il proprio compito in maniera dignitosa, esibendosi in un gothic metal etereo e sinfonico, all'interno del quale confluiscono influenze doom, death e black metal di stampo melodico; non sto a citarvi i nomi delle realtà coinvolte in qualità di papabile influenza, in quanto facilmente identificabili.

Ho dunque avuto modo di evitare l'incrocio con gorgheggi esagitati e inflessioni pop, grazie a una prova compositivamente rocciosa e ben orchestrata. Bastone e carota vengono alternati, così da connotati più rigidi e nervosi si passa ad aperture malinconiche agrodolci, supportati dalla voce della Sinegina che di passo in passo si adagia sul pezzo, sfociando in un canto pulito, mai esageratamente forzato, o in uno screaming graffiante.

In "Oblivion" sono contenute inoltre discrete hit ("Dark Gathering", "Tomorrow Never Comes" e "Обломки пустоты"), che fanno da traino a una scaletta nel complesso appagante. Il disco poi ci rifila la la cover di un brano pop della diva russa Alla Pugacheva intitolato "Бессонница" —  di cui ho ascoltato versione originale, ma per il mio orecchio e credo anche per quello della maggioranza dei lettori sarà preferibile godersi quella del gruppo — e la traccia bonus "На коня!", divertente e decisamente slegata dal contesto, ascoltate e capirete. Sfortunatamente non mostra però di possedere quel quid in più che possa renderlo indispensabile, rimane comunque il lavoro di una band da non sottovalutare, apprezzabile e consigliabile soprattutto a chi va proprio a nozze con questo genere.

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