萌えメタルレディー – Moe ‘Em All

 
Gruppo: 萌えメタルレディー
Titolo: Moe 'Em All
Anno: 2008
Provenienza: Giappone
Etichetta: MOEMETAL RECORDS
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TRACKLIST

  1. いちごGO!GO! (Ichigo GO! GO!) [cover UNDER17]
  2. Happy Happy * Rice Shower [cover Yui Horie]
  3. 恋せよ女の子 (Koi Seyo Onna No Ko)
DURATA: 13:24
 

Se vi dicessi di pensare a qualcosa che unisca Metal e giovanotte giapponesi, cosa vi verrebbe in mente? Probabilmente rispondereste tutti in coro «Babymetal, ovviamente»; nel bene o nel male, qualunque metallaro dovrebbe conoscerle ormai. Tuttavia, se avete dato un'occhiata alle informazioni a lato, avrete notato che non stiamo parlando per l'ennesima volta di loro.

I nostri lettori più colti sapranno dell'esistenza di numerose realtà nipponiche derivate dalle tre celebri signorine di cui sopra, d'altronde recentemente abbiamo riportato le Necronomidol sulle nostre pagine, non sarebbe quindi così assurdo se il buon Vlakorados avesse deciso di approfondire questo mondo. Spiacenti di deludervi, ma siete ancora leggermente fuori strada: le Babymetal si sono formate nel 2010 e hanno fatto il botto solo un paio di anni dopo, mentre sul retro del libretto di questo disco i miei occhi leggono 2008.

Ebbene sì, 萌えメタルレディー — per noi occidentali (s)conosciuta come Moe Metal Lady — potrebbe essere considerata la precorritrice di tutto il caos che sta accadendo in questi anni nella scena musicale del Sol Levante. Chiariamoci: molto probabilmente non possiamo parlare di un'influenza diretta, poiché il progetto non è durato granché e non ha ottenuto neanche un minimo di fama, tanto che accaparrarmi l'unica copia che ho trovato di "Moe 'Em All" non è stato così semplice, sia per me che per il mio portafogli.

Partiamo da titolo e copertina: avrete sicuramente riconosciuto i leggeri riferimenti a una certa band californiana, anche se tra poco vedremo che la musica non è troppo ispirata a essa. Vi state chiedendo cosa significhi «moe»? Beh, senza troppi giri di parole, rappresenta quell'idea per cui gli appassionati del mondo otaku spesso provano forti sentimenti di affetto verso i personaggi di anime, manga e videogiochi. Avrete quindi capito che Moe Metal Lady esprime pienamente il concetto di «Kawaii Metal».

In questa unica uscita ci vengono proposte tre tracce, che in realtà sono tre cover di brani Pop in versione metallizzata. Il sound è sostanzialmente un Power Metal di discreta fattura nel quale talvolta vengono inseriti elementi Heavy; non ci sono caratteristiche particolari che possano donare maggiore personalità alla musica, a eccezione della voce di miyu che — pur non vantando una prestazione del tutto perfetta — riesce ad apparire zuccherosa quanto basta per attirare l'attenzione di un certo pubblico. Tutto sommato la produzione e l'esecuzione dei singoli componenti sono più che accettabili, se consideriamo che stiamo parlando di un demo pubblicato autonomamente otto anni fa; in particolare la qualità del suono è molto buona e i musicisti si dimostrano sufficientemente capaci. Una nota di merito va ai chitarristi per gli assoli assolutamente godibili che non ci fanno dimenticare che stiamo comunque parlando di un progetto Metal; a tal proposito sono degne di menzione anche le harsh vocals che in qualche occasione fanno da accompagnamento in un modo che può ricordare vagamente i cori Punk.

Moe Metal Lady è un progetto morto in una fase ancora embrionale, ce ne si rende conto dai timidi tentativi di aggiungere tocchi personali come ad esempio i sintetizzatori caramellosi che aprono l'ultima traccia; tuttavia, non avendo sfruttato a dovere queste trovate, la personalità della musica è rimasta a livelli decisamente bassi. Questo, unito a una mancanza di volontà di portare avanti il progetto e a una scarsa capacità di vendersi adeguatamente, ha fatto sì che la considerazione per questa uscita sia stata praticamente nulla e per avere qualcosa di simile abbiamo dovuto aspettare qualche anno. D'altro canto, "Moe 'Em All" ci fa capire che realtà come le Babymetal non sono saltate fuori dal nulla, ma sono invece il frutto di una lenta evoluzione del panorama nipponico che ormai da tempo ama sfruttare il contrasto generato dall'unione di sonorità molto distanti tra loro.

Per rarità e per importanza storica, questo quarto d'ora scarso di musica rimane poco più di un pezzo da collezione per gli appassionati; nel caso foste interessati, potete comunque dare un assaggio al lavoro su YouTube.

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