MOLOKEN – Rural

MOLOKEN – Rural

Informazioni
Gruppo: Moloken
Titolo: Rural
Anno: 2011
Provenienza: Svezia
Etichetta: Discouraged Records
Contatti: myspace.com/moloken
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Titan Above Us
2. Waltz Of Despair
3. Casus
4. Blank Point
5. Ulv
6. Thin Line
7. Åland

DURATA: 52:14

MOLOKEN - Rural E son rientrati in campo anche i fratelli Bäckström, Kristoffer alla chitarra e alla voce nonché fondatore dei Moloken, con Nicklas al basso e alla voce, Patrick Ylmefors alla chitarra e Jakob Burstedt dietro le pelli, ci danno a distanza di due anni dal buonissimo debutto “Our Astral Circle” il suo successore “Rural”.
La musica del combo svedese è di quelle che gli appassionati del mondo atmosferico, progressivo, sludgy e hardcore riusciranno ad assorbire come spugne, è il restante mondo d’ascoltatori che potrebbe avere difficoltà a farsi trascinare da un album umoralmente cattivo. Pensate d’aver a che fare con un “tipaccio” che da un momento all’altro muta il proprio modo di porsi indisponendovi, ciò è spiazzante ma allo stesso tempo potrebbe affascinare.
I cinquanta minuti del disco vivono di paesaggi adombrati, di aure in alcune circostanze al limite con il richiamo depressivo di certe sezioni doomiche, di melodie stranianti su basi mai troppo arrembanti e di sferragliate improvvise e repentine, è un andamento disarmonico che sfoga la rabbia tramite una vocalità acida e raschiante, l’esempio lampante vi verrà offerto dall’urlo che dopo una introduzione strumentale lunga un paio di minuti darà la svolta sonora all’opener “The Titan Above Us”.
Il processo di oscuramento del sound diviene ancor più oppressivo scorrendo la tracklist, la disperazione e il senso di agonia divengono scuri e lucidi nella seconda “Waltz Of Despair” che allarga l’ampia fossa già aperta dalla traccia iniziale, è però “Ulv” il mastodonte che imprime a “Rural” una marcia ambientale estremamente tenebrosa affidandosi a un lavoro di basso più consistente, in evidenza e suoni post-rock cupi che sfruttano un contrasto limpido/ruvido nell’esprimersi che ne avvalora il carico emotivo e l’inquietudine trasmessa.
I Moloken rendono al meglio quando come dei pittori pennellano le loro canzoni di molteplici sfumature, gli episodi massicci e di durata più estesa non possiedono cali e frangenti morti, mentre quelli più brevi e concisi forniscono quei tocchi pari a brevi scosse d’adrenalina, vedasi “Casus” e la cauta, appena accennata positività nel risveglio quasi caloroso della conclusiva “Aland”.
“Rural” è psichedelia che si diletta con l’animo umano, un viaggio fra membra tormentate e spazi angusti che si dilatano e comprimono assecondando il mood dei pezzi, non è un album semplice ma col quale si può convivere se si decide d’entrarvi seriamente in contatto, se le vostre intenzioni sono queste, l’acquisto di questo secondo capitolo degli svedesi è sicuramente fra quelli da fare.

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